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Pochi giorni dopo l’ultima gara di MotoGP di quest’anno, il circuito spagnolo di Valencia ha riaperto i cancelli per ospitare i tradizionali test annuali delle MotoGP riservati alla stampa di settore. Dopo tre stagioni trascorsi a raccontare le gare della Desmosedici, anche Mat Oxley ha finalmente avuto la possibilità di poter guidare la Ducati di Loris Capirossi.
Percorro lentamente la pit lane di Valencia dopo aver completato una manciata di giri sulla Desmosedici GP5 del Ducati MotoGP Team solitamente guidata da Capirossi, e la sua squadra applaude ironicamente mentre rientro al box. Mi tolgo il casco; sono ancora confuso dopo l’ardua lotta contro un motore da 250CV; mi sento reduce da un corpo a corpo con Cerbero alle porte dell'Ade e mi rendo conto che forse sarebbero bastati pochi altri giri per farmi impazzire.
Il project leader di Ducati MotoGP Livio Suppo e il direttore tecnico Corrado Cecchinelli sono i primi a tentare di comunicare con me. "Hai provato l’altra mappatura?" mi chiedono. Certo che ci ho pensato! Sarebbe stato anche bello provare a valutare la curva di mappatura del motore alternativa che avevamo a disposizione. Capirossi generalmente prova due o tre mappature diverse, per poter sperimentare erogazioni differenti in prova o essere in grado di domare il motore se la pista diventa scivolosa. Tecnicamente è anche facile cambiare: basta premere il pulsante sul manubrio a sinistra!
Ma è facile per lui … Durante i miei pochi giri, non sono mai arrivato neppure vicino a premere il pulsante. Ogni volta che ci ho pensato, ho rischiato di uscire di pista alla curva successiva. Per un comune mortale come me, non c’è il tempo di pensare ad altro che a tenere in strada la Desmosedici. Girare a Valencia con questa moto è come girare con una 999 al supermercato: è troppo veloce, le curve ti compaiono davanti come per magia, quasi ancor prima di essere uscito dalla curva precedente, come se la moto si divertisse a scherzare con la velocità della luce. Credetemi, anche Albert Einstein faticherebbe ad aver ragione della Desmosedici.
E poi c’è il rettilineo di arrivo, che il V4 si mangia in un boccone come una bestia rabbiosa: i giri salgono al picco massimo di 16.500 g/m in un turbine impressionante di rumore e potenza. Ad ogni cambio marcia si prova la stessa esaltazione: il motore sembra tirare tanto in prima quanto in sesta. E la potenza non si trova solamente agli alti regimi. Il contagiri con quadrante LCD della Desmosedici è tarato a partire da 7.000 g/m, ma potete scendere a regimi molto inferiori senza che il tiro ne risenta. Non ho mai provato le Ducati MotoGP 2003 o 2004, ma altri collaudatori che lo hanno fatto mi dicono che la GP5 è molto più docile.
Ducati Corse ha fatto miracoli con la mappatura del motore, come conferma Capirossi: "La GP5 non è così indomabile, abbiamo fatto passi avanti, anzi un bel salto. Rispetto al 2004 il feeling tra il gas e il pneumatico è migliorato molto, il passaggio è molto più immediato. Abbiamo lavorato parecchio sul comando motore per migliorare il controllo e la guidabilità."
La ciclistica è estremamente gestibile. Creare una moto da competizione che sia stabile a 340 kmh e nello stesso tempo facile da inserire nei tornanti da 60 kmh non è un’impresa facile. Eppure, Ducati Corse ci è riuscita. Anche al mio ritmo rilassato, il telaio e le gomme mi hanno fatto sentire molto più sicuro di quando ho testato una MotoGP rivale a inizio di giornata.
Ma l’unico vero sentimento che ho provato dopo il test è stato una grandissima ammirazione: queste moto sono talmente oltre la gamma di esperienze di un comune motociclista che potrebbero essere benissimo astronavi Apollo. No, la Desmosedici non è fatta per persone come me, io non sono ne’ Ercole ne’ Capirossi. Quanto ti rispetto Loris, sei un vero eroe!
Si ringrazia Mat Oxley.
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Indice Il Meglio di Capirossi
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