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Loris Capirossi è veramente uno sportivo eccezionale. Uno dei pochi piloti in attività a poter vantare tante gare e titoli nel proprio curriculum. Passando alla Ducati, Loris apre un altro capitolo affascinante della sua brillante carriera e coglie un’occasione eccezionale per arrivare finalmente ai vertici della serie GP e diventare campione della MotoGP. La sua storia fino a questo momento ha dell’incredibile...
Capirossi comincia la carriera mondiale nel 1990, vincendo al primo tentativo il titolo della classe 125 a soli 17 anni, con la Honda del Team Pileri. Loris, allora adolescente, diventa così il più giovane campione del mondo di sempre. Da quell’incredibile prima affermazione, Capirossi non ha mai smesso di entusiasmare i suoi tifosi, confermandosi campione del mondo della 125 nel 1991, e poi passando alla classe 250, della quale conquista finalmente il titolo nel 1998 dopo un breve excursus in 500. Ritorna nella categoria regina nel 2000, vincendo quell’anno il GP d’Italia della classe 500 dopo un’indimenticabile duello con gli altri due “gladiatori” italiani Valentino Rossi e Max Biaggi. Nel 2003, a un anno di distanza dall’introduzione del quattro tempi nella massima categoria, Capirossi avrà la possibilità di competere per il titolo più prestigioso di tutto il motomondiale in sella alla fantastica Desmosedici V4 da oltre 220 CV del Ducati MotoGP Team.
L’inedita collaborazione tra il più esperto pilota italiano dei GP e la più famosa casa motociclistica nazionale è il giusto riconoscimento per Loris, che, nonostante tutti i suoi successi e pur essendo uno degli sportivi più famosi d’Italia, resta uno dei personaggi più genuini di tutto il motociclismo. Sposato l’anno scorso con Ingrid Tence, Loris si diverte nel mondo dei Grand Prix ma ama vivere tranquillamente fuori dal paddock.
Come la maggior parte dei piloti di oggi, Capirossi comincia ad appassionarsi di moto in tenerissima età. Nato a Castel S. Pietro, in provincia di Bologna, sale sulle prime moto da fuoristrada quando ha appena cinque anni, dimostrando subito talento e imparando a dosare il gas, fattore importantissimo nelle moto da corsa di oggi. E’ però la pista ad interessarlo veramente, e disputa la prima stagione di gare di velocità all’età di 14 anni, alla guida di una Honda NS125 stradale modificata, arrivando sesto nel Campionato Italiano Sport Production. Un anno dopo ottiene il nono posto nel Campionato Italiano 125 in sella a una Mancini, e nel 1989 si rivela un promettente talento con la Honda nel campionato Europeo 125. Si piazza al quarto posto assoluto, vincendo quattro gare e candidandosi al debutto sulla scena mondiale.
Il primo titolo iridato di Capirossi è un risultato davvero straordinario. All’inizio della stagione 1990 ha appena 16 anni, e fa il suo debutto nei GP come seconda guida e compagno di squadra dell’ex Campione del Mondo Fausto Gresini. Comincia la stagione da apprendista senza però farsi intimorire dagli esperti concorrenti, sale sul podio per la prima volta a Misano in maggio, vince la prima gara a Donington Park in agosto e conquista poi il titolo di campione del Mondo con una combattutissima terza vittoria in Australia. Con la tabella numero uno sulla sua Honda RS125, nel 1991, Capirossi è per tutti l’uomo da battere: resiste alla pressione e vince cinque volte, aggiudicandosi il suo secondo titolo.
Nel 1992, Capirossi passa alla classe 250 e deve imparare a guidare una Honda RS250 due volte più potente. Anche se meno competitiva rispetto alle moto ufficiali dei suoi avversari, si dimostra un ottimo mezzo su cui fare esperienza in una classe incredibilmente agguerrita. Ancora una volta, Capirossi impara in fretta e, nonostante la minor potenza, combatte con i primi già al terzo GP dell’anno.
Nel 1993 ottiene una NSR250s ufficiale e conferma il potenziale dimostrato nella stagione precedente. Vince la sua prima gara di 250 GP ad Assen in giugno e dopo altre due vittorie, si trova in testa al campionato all’ultima gara, quando una scelta di gomme sbagliata lo priva del titolo. Tutti si aspettano scene di sconforto ma Capirossi affronta la sconfitta con la stessa dignità con la quale aveva festeggiato la vittoria. La stagione 1994 comincia con le vittorie in Austria, Germania, Francia e Gran Bretagna, ma deve arrendersi allo strapotere dell’Aprilia di Biaggi, e conclude la stagione al terzo posto assoluto.
Qualcuno avanza dei dubbi in merito al passaggio del giovane pilota dalla 250 alla classe regina, la 500, con la Honda del Team Pileri nel 1995. Ma Loris, determinato come al solito, dimostra il suo talento, qualificandosi in prima fila appena al suo secondo GP in 500. Conquista la prima fila altre quattro volte, ma accusa difficoltà nella messa a punto della moto per la distanza di gara. Termina comunque la stagione con un brillante terzo posto, conquistato all’ultimo GP europeo, salendo per la prima volta sul podio della 500.
Capirossi cambia marca per la prima volta nel 1996, passando al Team Yamaha di Rainey. E’ un anno di alti e bassi, in cui conquista la sua prima vittoria in 500 a Eastern Creek, in Australia. Sarà comunque un periodo importante che gli permette di beneficiare dell’esperienza e del talento del titolare del suo team Wayne Rainey, tre volte campione del mondo in 500.
Nel 1997 Capirossi accetta l’offerta di Aprilia di ritornare alla classe 250….dove ha ancora un conto in sospeso! La prima stagione con la bicilindrica a V con ammissione a disco rotante della casa italiana gli causa alcuni problemi e lo costringe ad una serie di ritiri. Conquista comunque, tre podi, ma nessuna vittoria. L’estate seguente, ormai adattatosi alla moto, Capirossi si riscatta, vincendo il titolo. Nel 1999, ritorna alla NSR250 e conclude la stagione al terzo posto assoluto.
Capirossi affronta un altro passaggio di classe nel 2000, ritornando in 500 con il team Honda di Sito Pons. Vince il GP d’Italia e finisce sul podio altre tre volte, tenendosi nello stesso tempo al di fuori delle diatribe “fuori-pista” tra Biaggi e Rossi. Come in altre occasioni, si dimostra estremamente coraggioso: dopo aver conquistato la sua prima pole position nella classe 500 al GP d’Olanda in giugno, cade nel warm-up del mattino, fratturandosi la mano sinistra. Eppure, con l’aiuto della Clinica Mobile e sotto antidolorifici, riesce a correre ottenendo un ottimo terzo posto finale. Capirossi disputa una stagione più costante nel 2001, quando con la sua Honda vecchia di un anno finisce sul podio nove volte in 16 gare e conclude l’anno al terzo posto assoluto.
La frustrazione di Capirossi aumenta nel 2002 quando è obbligato a correre con una moto vecchia di un anno e sfida, con una NSR500 modello 2001 a due tempi, la nuova generazione di quattro tempi da 990cc. E’ stato uno dei pochissimi piloti della classe 500 in grado di competere con le più veloci MotoGP quattro tempi, salendo due volte sul podio e concludendo all’ottavo posto assoluto, dopo un’interruzione della stagione in seguito alla caduta ad Assen. A fine stagione Capirossi ha sete di vittoria e trasforma la frustrazione in determinazione. Punta a rifarsi nel 2003.
Gli dei sembrano ascoltarlo indicandogli non lontano le armi per continuare la battaglia. Ad appena 30 minuti dalla sua città natale di Castel San Pietro si trova Borgo Panigale, sede delle officine Ducati, dove un piccolo ma geniale team di giovani ingegneri ha appena terminato lo sviluppo della Ducati Desmosedici. Tempismo perfetto…
La nuova moto aveva raggiunto in breve tempo un ottimo grado di sviluppo, e i tecnici di Ducati Corse avevano messo a frutto tutti i dati raccolti nei trionfali anni del Mondiale Superbike, ma Ducati non gareggiava nei Grand Prix da oltre 30 anni. Sarebbe stato in grado Loris di tornare competitivo insieme ad una casa italiana infinitamente più piccola delle concorrenti giapponesi? Il mondo non avrebbe dovuto attendere a lungo la risposta.
I test pre-campionato erano stati incredibilmente incoraggianti, ma sia Loris che Ducati Corse avevano tenuto i piedi ben saldi per terra prima dell’inizio della stagione 2003, sostenendo che il loro obiettivo era riuscire a lottare per qualche podio prima della fine dell’anno. La gara d’inizio stagione, a Suzuka, ha avuto dell’incredibile. Loris ha proiettato la sua Ducati Desmosedici dalla 4° fila in griglia alla testa della corsa nel primo giro, disputando poi una gara stupefacente fino ad ottenere il 3° posto, ed è salito così sul podio al debutto del team in MotoGP. Purtroppo, Loris non ha potuto gioire appieno di questo risultato al di là di ogni aspettativa: Daijiro Kato era rimasto seriamente ferito in gara. Le lesioni riportate si sarebbero poi rivelate fatali.
E’ stato con il massimo rispetto per Kato che il campionato è proseguito. Il giapponese era sì scomparso dal paddock, ma è rimasto sempre presente nel cuore di tutti.
Loris, com’è nel suo carattere, ha sempre minimizzato le sue prestazioni, dichiarando che, visto che il progetto Ducati MotoGP era appena nato, il mondo non avrebbe dovuto aspettarsi troppo. Ma il mondo si era già emozionato al suo debutto, il mondo voleva di più… e così è stato ben presto. Appena 5 gare più tardi, al GP di Catalunya, in Spagna, Loris è salito di nuovo sul gradino più alto del podio, ed ha avuto il grande onore di regalare a Ducati la sua prima vittoria di sempre in MotoGP. Sotto il sole bruciante di Spagna, con 35° di temperatura, Loris ha duellato con il connazionale Valentino Rossi per l’intera durata della gara prima di strappare la vittoria davanti ad un pubblico di 95.000 appassionati tifosi spagnoli. Era la prima vittoria nella massima categoria per un pilota italiano su una moto italiana dai tempi di Agostini, che aveva vinto il GP di Germania su una MV nel 1976.
La stagione del suo debutto in Ducati ha visto Loris conquistare 12 posizioni di prima fila in griglia di partenza, 3 pole position, 6 podi e 1 vittoria, oltre ad aggiudicarsi il record assoluto di velocità di punta nei Grand Prix con 332.4km/h. Un pilota italiano e una moto italiana hanno creato il dream team perfetto. Al primo anno insieme, Loris ha portato al successo il Ducati MotoGP Team e il Ducati MotoGP Team ha riportato Loris alla vittoria.
Siamo pronti per il 2004…
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