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La mia storia nasce con quella di mio padre e gli episodi che rafforzarono emotivamente e sentimentalmente il mio destino sulla strada del motociclismo sono stati: il primo nel corso della seconda Coppa d’oro Shell dell’11 aprile 1955,
| Ray Amm |

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quando Ray Amm, al debutto sull’MV, morì dopo essere uscito di pista alla Rivazza al 20° giro, mentre inseguiva Ken Kavanagh, su Guzzi, che vinse poi la gara. Nei giorni precedenti, ospite a cena a casa mia, avevo compreso che nonostante la sua fama di pilota eroico, sprezzante del pericolo, era un uomo gentile ed un colto appassionato di musica operistica. Affascinato da questa ambivalenza e dal suo sguardo tenero, mi sentii morire con lui in quel giorno e desiderai nel mio dolore di possedere l’onnipotenza di resuscitarlo.
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Il secondo episodio che mi spinse verso il mio destino e cioè di dedicare la mia vita ai piloti e la mia professione a salvarli fu durante la 4° Coppa d’oro del 22.04.57 quando, disubbedendo a mio padre, che non mi permetteva di seguire le gare troppo da vicino, mi nascosi dietro le balle di paglia, appoggiate ad un pino, nella curva delle Acque Minerali.
| Duke |

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Ero lì quando Duke, con la sua Gilera 500, cadde e per primo saltai in pista trascinando in salvo il pilota e poi anche recuperando la moto in modo che non creasse intralcio agli altri corridori. Soccorso perfetto, immortalato da un fotografo. Il giorno seguente Checco vide sul Resto del Carlino la foto di quel ragazzo improvvisato soccorritore, che, per non farsi riconoscere aveva messo in testa un cappello da adulto. Mio padre mi punì severamente e mi predisse che un giorno, diventato medico, quella forse sarebbe stata la missione della mia vita. |
Checco era un grande organizzatore e la sua generosità ed il suo cuore immenso non gli potevano far dimenticare l’assistenza medica dei piloti. Volle fin dalle prime edizioni della Coppa d’oro, la grande gara di primavera con i più valenti piloti del mondo, che i migliori medici e le ambulanze fossero presenti in pista (ricordo fra questi il Dr. Luigi Lincei ed il Dr. Adriano Mondini).
Fra l’altro creò un gruppo di commissari di pista meravigliosi nello svolgere il loro compito. Inoltre si alleò con Ermete Amadesi della CEA che con le insostituibili figlie Rossella e Patrizia, ha guidato e guida tuttora il gruppo della CEA, famosissimo in tutto il mondo.
Mi sono laureato in medicina il 3 Marzo 1967 e da subito ho seguito le gare organizzate da mio padre, iniziando la mia storia di medico di pista e dottore ed amico di tutti i piloti.
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