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Un Motoraduno visto dall'alto
"Come ogni anno tutto si muove, cominciano i preparativi, si stampano le locandine. Siamo arrivati all’ottava edizione, sarà organizzato per giorno sei novembre.
30 ottobre 2005, tutte i posti disponibili sono esauriti, vogliono esserci tutti. Bello vedere tanta partecipazione ad un evento che mi ricorda come amico e come motociclista. Sarebbe bello esserci.
5 novembre, sabato, da una settimana il tempo fa le bizze, piove!, guardo le previsioni. Per domani è prevista pioggia e penso a 120 amici in moto che girano sotto l’acqua pur di esserci.
So cosa fare per stare con loro, farò in modo che in Sicilia domani esista un isola di sole.
Finalmente è domenica, finalmente aprono gli armadi e tirano fuori il giubbotto di pelle, i guanti, il casco; inizia il rumore dei pomponi e sotto ai caschi gli occhiali da sole.
SI! Questo è il mio regalo, il mio modo di essere con voi, dare a tutti gli amici che girano per l’ottavo anno durante il Memorial una giornata indimenticabile coronata dal tempo bello, anche a novembre.
Sono in tanti e aumentano, dai 120 inscritti si è passati a 150 oltre alla scorta dei Carabinieri che tante volte mi hanno fermato, ai meccanici che insieme a me stavano ore a parlare di motori, a chi ci segue per la nostra serenità. Se non si fosse limitato il numero a causa dei posti al ristorante oggi saremmo stati un casino.
Tutti in fila in giro per paesi alle pendici del vulcano, dietro la bicilindrica del vice presidente che conferma come il piacere della moto sia assoluto, e che aiuta tutti gli amici a non dar sfogo alla potenza dei loro desmo.
Cominciano a girare per le strade che circumnavigano l’Etna, passando da una vista all’altra del nostro vulcano, sgasano ogni tanto un pò tutti per sentire almeno il rumore cupo dei loro motori, alzando la visiera per sentire l’aria sulla faccia.
Sono stupendi in fila, tra loro vedo tanti vecchi amici, Agostino, Claudio, Salvo, Fortunato e tanti altri e gusto con loro il piacere di stare in sella.
Per concludere una bella giornata in moto, si può solo sedersi in putia, bere e mangiare insieme, ridendo, scherzando e magari ricordando insieme a loro di quella volta che per scappare in auto al Motor Show, Salvo non rinunciò a non darsi una materia, scendendo di corsa le scale della facoltà e raggiungendoci, in silenzio ed in ritardo, sorbendosi suo malgrado anche le mie lamentele per quel ritardo che ci avrebbe fatto perdere 10 minuti del piacere di stare insieme.
Bellissima giornata, spero che l’anno prossimo sarò ancora con voi, in moto, insieme, in amicizia.
Grazie."
Anonimo
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