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Raduno Pompone 7-8-9- Settembre 2007
Doc PomponeMoto utilizzate:
Monster 695
 

Luogo del ritrovo: Valle San Liberale

Anche quest'anno il motoclub POMPONE di Paderno del Grappa (TV) ha riproposto per il 7-8-9 Settembre "MOTOITALIANE IN FESTA", un raduno di tre giorni con base in Valle San Liberale. Evento clou del raduno la Motogita "CURVE DOLOMITICHE" del Sabato, che ha portato un gruppo consistente di moto a spasso per alcuni dei più bei posti delle dolomiti venete. Il motore più gettonato? Il bicilindrico desmodromico in quasi tutte le salse: due valvole o quattro valvole, raffreddato a liquido o ad aria, ad iniezone o con i cari vecchi carburatori, "Laconi replica" o turistico, carter piccoli o carter grandi, da 600 a 1100, tutto, purchè POMPONE; a testimonianza della passione bastava guardare le targhe dei partecipanti, che andavano dalla stessa provincia fino alla "vicinissima" Irlanda, con una rappresentanza di ben tre moto. Lo scrivente è in sella ad un Monster(ino) che, a dispetto delle dimensioni e della cilindrata, si rivela sincero, divertente e facile, facilissimo. Dal piazzale del MOTOristorante si parte lungo la bella Pedemontana in direzione della valle del Piave, quindi risalendola per portarsi poi all'imbocco della valle del torrente Cordevole; di qui il gruppo, sempre compatto grazie all'opera perfetta dei "POMPONIsti", comincia finalmente a trovare le prime strade veramente mosse, con un susseguirsi di curve e controcurve molto dolci e veloci, fino alla piazza di Agordo, con la caratteristica chiesa dal duplice campanile. Intanto il tempo, già buono alla partenza, è ormai al "top", e dopo aver costeggiato a lungo l'imponente mole del monte Civetta si giunge ad una piccola diga che segna il limite meridionale del lago di Alleghe e la vicinanza del paese omonimo; la breve sosta di "ricompattamento" subito fuori dal centro consente al gruppo, soprattutto a chi non lo ha mai visto, di ammirare il verde intenso di questo lago formatosi due secoli fa per la frana del monte Pez. Accontentato l'occhio, è lo stomaco che comincia a farsi sentire, il che facilita non poco la scalata ai 2236m del passo Giau: imboccata la valle, tutto il percorso avviene in vista del Nuvolau ed il rapido susseguirsi di curve e tornanti viene "divorato" allegramente dal Monster(ino) 695, basta guidare "alla Spencer": una marcia in meno e... gas!! Il motore gira che è una meraviglia fra i 4mila ed i 7mila, le traiettorie tonde e raccordate permettono di non perdere velocità, ed alla fine è l'ultimo del gruppo solo perchè attardato dall'esigenza di scattare qualche foto! Al passo è previsto il ristoro, ci si gode il sole cocente dei duemiladue, ed il panorama spazia a 360gradi sulle dolomiti, in gran spolvero per l'occasione; verso Nord-Est si intavede Cortina; si approfitta per fare due chiacchere e per sentire come è andata all'isola di Man, visto che dal Club sono pertiti in 20 per il TT del centenario... e qualcuno si è pure fatto aerografare il casco per l'occasione (con tanto di scritta irriverente vista nell'isola)! Si riparte verso Cortina, perchè, di comune accordo, si è deciso di deviare e andare a scalare il passo Falzarego; l'agilità e facilità del Monster(ino) gli consentono non solo di non restare attardato, ma anche di farsi beffe (nonostante il passeggero) di qualche POMPONE un pò ritardatario e, soprattutto, di qualche "quattro" ipertrofico: agilità da riferimento e scalate precise e veloci come fucilate rendono la discesa rapida, divertente e sicura. Alla ripresa della salita vale ancora quanto sopra: tenuto allegro, il Monster(ino) si difende egregiamente, i 10km vengono divorati in un baleno da tutto il gruppo e la sosta sul passo per aspettare alcuni ritardatari è perfetta per scattare alcune foto al Lagazuoi, la cui funivia "fa un certo che"... Si riparte per tornare verso Selva di Cadore e lungo la discesa il 695 mi ricorda, ammutolendosi, che non avevo mai fatto... benzina! Niente panico: col "picchetto d'onore" di un componente del MotoClub, in folle e a motore spento, sfilano gli 8km di discesa alla ricerca, proficua, di un distributore; fatto il pieno, si risale alla "caccia" del gruppo, percorrendo tutta la valle che porta verso la forcella Staulanza, strada bellissima, mossa, con curve e tornanti veloci ed in rapida successione, fino a che scendendo la val zoldana, il gruppo si ricompatta in occasione di una sosta "gelato". Si riprende il giro scendendo la stretta gola del torrente Maè, per arrivare a Longarone, scorgendo, di là del Piave, la parte sommitale della famosa diga del Vajont che nel 1963 resse l'urto di milioni di metri cubi di terra precipitati nel lago retrostante. Ora si ridiscende la valle del Piave fino a Belluno, stando per lo più attenti al traffico, ma quando, dopo Ponte nelle Alpi, la strada lungo il Lago di s. Croce si apre, allora la guida è molto più rilassata, le moto viaggiano in "relax", allungando il gruppo senza però sfilacciarlo, e poi, passata la Sella del Fadalto, la strada scende con ampi tornanti all'ombra degli altissimi... viadotti dell'autostrada Alemagna, per giugere infine a Vittorio Veneto, nella cui prossimità si riprende la pedemontana, strada assai caratteristica che passa per Follina, Combai e anche per Valdobbiadene: qui "l'aspro odor dei tini" ci rammenta che è cominciata la vendemmia, che quindi avremo ancora prosecco e che la strada è ingombra dei piccoli trattori che vanno e vengono in contnuazione dalla collina! Sull'ultimo tratto di strada prima di tornare al ristorante, in perfetta tabella di marcia, è d'obbligo una sosta a Possagno ed al "tempio del Canova", replica quasi fedele del Pantheon di Roma ad opera dello scultore stesso; al cospetto di tanta beltà, col sole che spande gli ultimi caldi raggi, è naturale l'accostamento dell'opera neoclassica con un classico della moto... imperdibile la foto. Si torna al rifugio, il MOTOristorante per eccelenza, dove, fra visita alla sede del club (stra)piena di cimeli e "chicche" di vario tipo, chiacchere con gli Irlandesi, e le pietanze magistralmente preparate da Maurizio trascorre piacevolmente anche la serata, tanto che anche il Monster(ino) alla fine è un pò recalcitrante a tornare a casa... come dargli torto?