TRE: il numero perfetto
 
per tutti

Due, tre, quattro valvole, non è che gli ingegneri Ducati stanno dando i numeri? Proviamo a fare un po' di chiarezza.

La storia moderna dei motori Ducati, e delle valvole che sottostanno al mitico comando Desmodromico, è caratterizzata da due numeri e da tante vittorie.
I due numeri sono quelli delle valvole che caratterizzano le diverse motorizzazioni: c'è allora il "due valvole" raffreddato ad aria (il mitico Pompone) che, per tanti anni, ha ringhiato incastonato nel telaio di una SS o di un Monster e che oggi, vitaminizzato dalla doppia accensione, batte forte nel petto della Multistrada.
C'è poi il "quattro valvole" che caratterizza le motorizzazioni più vigorose nate sotto il segno Ducati, dalla ST4s ai "megaMonster" S4R fino alle pluridecorate Superbike.
Se la matematica non è un'opinione, dopo il due e prima del quattro viene il tre!
Ecco allora spuntare, dalla fabbrica dei sogni in quel di Borgo Panigale, un motore che si posiziona nel bel mezzo dei due sopracitati.
Nasce così il "tre valvole" Ducati che dal fratello minore riceve in dote la maggiore economicità di utilizzo e di manutenzione, oltre che il rabbioso tiro ai medi-bassi regimi, mentre dal fratello maggiore e prende le prestazioni e la potenza agli alti regimi di rotazione.

I numeri di questo motore sono di tutto rispetto: nato sul basamento del 1000 DS, ma con raffreddamento a liquido per la parte termica, vanta due valvole di aspirazione da 34 mm Ø e una valvola di scarico da 40 mm Ø con angolo incluso fra loro di 40°.

La scelta di avere due valvole di aspirazione (come nei Desmoquattro) è legata al fatto che si può sfruttare in modo migliore la superficie a disposizione in camera di combustione, ricavando più generose sezioni di passaggio della miscela fresca (raggiungendo valori altrimenti impossibili con una sola valvola). In più le valvole risultano essere più leggere, cosa molto importante per poter raggiungere elevati regimi di rotazione evitando l'insorgere di fastidiosi problemi legati al surriscaldamento durante il normale funzionamento del motore.

Per quanto concerne il ridotto valore dell'angolo tra le valvole, scelta alla base del concetto Testastretta, esso consente di ottenere una camera di combustione compatta ed efficiente conservando un'ampia corona di squish a tutto vantaggio di un fronte di fiamma ottimale e, quindi, di una più efficiente combustione.
L'ottimizzazione del rendimento di combustione, favorito ulteriormente dall'utilizzo della doppia accensione (che innalza il rapporto di compressione fino a 11,3:1 rispetto a 10:1 del 1000DS due valvole) e del catalizzatore allo scarico, rendono estremamente ecologico il funzionamento di questo motore a tre valvole.

Ci troviamo di fronte a un motore che, nato su di un basamento già fortemente collaudato, ha subito una sostanziale evoluzione nella tecnica costruttiva e funzionale delle teste: il sistema Desmodromico di apertura e di chiusura delle valvole utilizza un solo albero a camme con sei lobi (tre per i bilancieri di apertura e tre per quelli di chiusura) montato direttamente sull'alluminio della testa (anziché su cuscinetti a sfere) e lubrificato da potenti getti d'olio in pressione provenienti dalla pompa.
Il motore risulta, in questo modo, più compatto rispetto a uno a quattro valvole (che utilizza due alberi a camme per testa) e, grazie al raffreddamento a liquido, più silenzioso rispetto ad un motore a due valvole.

Una caratteristica interessante, volta a risparmiare peso, è la sagomatura delle camicie dei cilindri che, nella parte bassa, segue la forma del mantello dei pistoni. L'alimentazione ad iniezione elettronica Marelli prevede iniettori con corpo farfallato da 50 mm. La frizione è multidisco a secco con comando idraulico, il cambio a sei marce.

Un motore che, se vogliamo dare dati buoni da spendere al bar sport, dai 992 cc di cilindrata (94x71,5 mm, la stessa del 1000DS) "spara fuori" 102 cv a 8750 giri/minuto (75 Kw) e una coppia massima di 93 Nm (9,5 Kgm) a 7250 giri/min con assoluta dolcezza lungo tutto l'arco di utilizzo.

Tirando le giuste somme il "Desmotre" ha le carte in regola da adattarsi perfettamente alla filosofia della nuova ST3, una Sport Touring veloce, con tanta coppia e potenza, ma parca nei consumi ed economica da mantenere.

Che dire ancora? Bisognerebbe solo avere l'occasione per ascoltarne il canto e per provare le sensazioni di accelerazione che solo un cavallo di razza può garantire.

Tre, in questo caso, è proprio il numero perfetto.
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Pierfrancesco Storani 











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