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IL MOTORE PER DILETTANTI |
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divulgativo per tutti |
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Conoscere il funzionamento delle cose, oltre a dare soddisfazione, aiuta nella pratica ad
utilizzarle meglio, a sfruttarne tutte le potenzialità e a comprenderne i limiti.
Tutti sanno cos'è un motore ma non tutti sanno come possa catapultare la nostra moto fuori da una curva emettendo
un suono che per molti ha qualche cosa di magico e come possa percorrere migliaia di chilometri con l'unica
pretesa di un pieno di benzina ogni tanto.
In questo articolo, il primo di una breve serie, cercheremo di capire in maniera semplice e comprensibile quali
sono gli organi che costituiscono il motore e quale ruolo svolgono nel suo funzionamento: vogliamo proporvi un
rapporto consapevole con la vostra moto e con quello che accade proprio sotto la vostra sella.
Il motore a combustione può essere, in generale, definito come una macchina atta a trasformare l'energia
termica fornita da un combustibile in energia meccanica utilizzabile.
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Purtoppo ancora oggi questo avviene con un rendimento piuttosto basso
molto inferiore ad 1, e ciò significa che solo una parte dell'energia potenzialmente messa a disposizione dal
combustibile viene poi trasformata in energia meccanica utilizzabile. Al momento il rendimento di un motore nel
suo insieme è attorno al 27%.
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Esistono fondamentalmente due tipi di motore utilizzati in campo motociclistico: il motore
a 4 tempi ed il motore a 2 tempi. Le differenze funzionali e strutturali sono chiarite in due articoli già pubblicati
sul Tech Cafè
("Come funziona il motore a 4 tempi" e
"Come funziona il motore a 2 tempi").
In generale, possiamo dire che il motore a 2 tempi risulta più semplice e leggero di quello a 4 tempi,
oltre che molto più potente (circa il doppio) a parità di cilindrata, ma è anche drasticamente penalizzato dagli
alti consumi e dalle inaccettabili emissioni inquinanti.
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La sua curva di potenza è, poi, piuttosto irregolare: il che significa che
a basso regime di giri il motore fatica a riprendere, dando l'impressione di rifiutare un'apertura del gas eccessiva.
Una volta arrivati ai regimi di funzionamento ottimali, invece, si avrà la cosiddetta "entrata in coppia",
una entusiasmante "botta di potenza" che, però, in caso di scarsa aderenza o nel caso di motori molto
potenti, può anche diventare eccessiva e pericolosa.
Questo insieme di fattori rende di fatto il motore a 2 tempi adatto all'utilizzo su moto
di piccola cilindrata e leggere (come gli scooter) oppure su moto particolarmente sportive,
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che solo piloti esperti saranno in grado di sfruttare a fondo e dove leggerezza e potenza sono elementi più importanti degli eccessivi
consumi e delle emissioni inquinanti.
Il motore a 4 tempi è più complesso, pesante e sicuramente molto più costoso da realizzare rispetto ad un 2 tempi,
ma presenta notevoli vantaggi a livello di consumi, emissioni inquinanti e "trattabilità".
Quest'ultimo è un fattore positivo soprattutto sulle moto, dove la potenza assoluta non rappresenta l'elemento
più importante per giudicare la bontà di un motore. Una buona erogazione, cioè con un "tiro" corposo e
ben distribuito su tutto l'arco di utilizzo, ha infatti enormi vantaggi in tutte le condizioni di utilizzo.
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Su strada, la guida diventa meno impegnativa e più fluida, soprattutto in città o su percorsi particolarmente
tortuosi; fuoristrada è possibile affrontare passaggi impegnativi, controllare meglio la moto contando sempre sul
"tiro" del motore.
Anche in pista la "gradualità" e la "costanza"
nell'erogazione della potenza rappresentano un vantaggio, rendendo più controllabile il comportamento della ruota
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posteriore e quindi permettendo di gestire al meglio l'accelerazione ed eventuali (spettacolari) derapate.
Proprio questo è uno dei segreti di tante vittorie Ducati in Superbike, spesso ottenute contro moto con una
potenza assoluta superiore.
Il 4 tempi è, in definitiva, un motore più sfruttabile, oltre che più pulito; elemento
quest'ultimo già sufficiente da solo (leggi antinquinamento attuali e soprattutto future) a decretare la scomparsa
del 2 tempi.
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I progressi nella progettazione e nella tecnologia lo stanno anche rendendo sempre più leggero e potente e quindi
adatto ad essere montato su motociclette di piccola cilindrata senza penalizzarne troppo le prestazioni.
Facendo, quindi, riferimento al 4 tempi, cominciamo ad analizzare la struttura del motore iniziando, per comodità,
con il suddividere il motore in quattro parti: il sistema di alimentazione-accensione, la parte termica,
la trasmissione e lo scarico.
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Questi "sottosistemi" svolgono funzioni fondamentalmente differenti:
- Il sistema di alimentazione-accensione ha il compito di preparare la miscela aria-benzina e di
provvedere alla sua accensione nei tempi e nei modi più corretti per il funzionamento del motore.
- La termica è, invece, quella parte del motore che riceve la miscela dal sistema di alimentazione per poi
contenerne la combustione e sfruttarne l'energia che ne deriva. La conformazione della parte termica ha una
influenza determinate sulle prestazioni e sul carattere del motore.
- La trasmissione contiene tutti quegli organi che permettono di trasmettere alla ruota posteriore il moto
generato grazie alla combustione.
- Lo scarico ha, infine, il compito di gestire efficacemente i prodotti della combustione una volta che
questi hanno esaurito il loro compito all'interno del motore.
È evidente come ognuno di questi sottosistemi debba lavorare in perfetta armonia con gli altri ed essere
perfettamente a punto, soprattutto sui motori attuali, dove la ricerca delle prestazioni ottimali non permette di
lasciare nulla al caso.
Questo è il motivo per cui, ad esempio, anche lo scarico più bello e costoso è completamente inutile se non
perfettamente accordato con la parte termica cui è direttamente "collegato" e se non accompagnato da un
sistema di alimentazione-accensione espressamente messo a punto. Se ciò non si verifica, si andrà quasi certamente
incontro ad un degrado delle prestazioni.
Siamo ora pronti ad approfondire le nostre conoscenze focalizzando l'attenzione sui singoli sottosistemi, ognuno dei
quali sarà oggetto di uno specifico articolo.
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| Niko Baldini
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