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DIARIO DI UNA DUCATISTA - Sheela Hollywood - SECONDA PARTE
Quest'ultimo viene dopo tre curve progressive a sinistra che ti permettono di salire con le marce mentre sei in piega, sfrecciando su un unico arco. Una volta sul rettilineo ti rendi conto davvero di cosa significano 130 cavalli. Lasciatemi dire che è un sacco di potenza per una piccola ragazzina di 50 kg! Beh, prima che mi rendessi conto di andare davvero veloce il tachimetro segnava già i 200. Erano chilometri orari, naturalmente, ma istintivamente la mia mente a miglia orarie mi ha ordinato di togliere la mano dal gas, non ero neanche a metà rettilineo. Ho mantenuto quel ritmo, emozionata al pensiero di quanto tutto ciò fosse naturale e senza sforzo. La capacità di erogare potenza di questa moto cominciava a spaventarmi, ma non ero intenzionata a far sì che una cosa del genere rovinasse il mio divertimento. Mi preparo per quel meravigliso curvone a sinistra (che sarebbe diventato il mio punto preferito della pista) mentre i ragazzi del gruppo più veloce mi passavano a milioni di miglia all'ora. L'angolo era gioia assoluta, sembrava non finire mai, ed io quasi sdraiata di lato ero certa di sentire da un momento all'altro il rumore della plastica che gratta sull'asfalto. Ahimè, no. Dario Marchetti, capo istruttore e campione Endurance, mi aveva seguito e ora mi spiegava che stavo guidando in uno stile un po' vecchia maniera, spostando le anche troppo oltre le ginocchia per riuscire a portar fuori il mio peso. Tutto quello che dovevo fare era tirare fuori un po' di più il ginocchio, la moto era già dove doveva essere.
Alla fine della giornata ero esausta ed estasiata, avevo lavorato molto più duro di una normale giornata in pista, ogni muscolo del mio corpo dalle dita dei piedi al naso era letteralmente prosciugato. Forse era la moto, forse era il sole, forse era il circuito. Ma non era ancora finita. Ci siamo radunati nella sala riunioni per la cerimonia finale (era la prima volta che ci mettevo piede, se ricordate!). Ognuno ha ricevuto un attestato di partecipazione, e il famoso cartoonist di moto, Matitaccia, ha regalato una caricatura ad ogni partecipante della Race School. Questo ha dato un tocco così personale! Ogni partecipante era a cavallo di una Ducati diversa ed ogni ragazza o moglie che era venuta a vedere era stata aggiunta sul sellino posteriore. Certo queste cose non le hai in una normale giornata in pista! Il circuito di Misano è uno di quelli per i quali volerei volentieri di nuovo in Italia. Era una cosa mia, amavo quelle curve a sinistra ma forse avrei potuto fare meglio su una moto un po' più piccola. Comunque, dovesse presentarsi l'occasione, penso di aver addomesticato il bestione rosso abbastanza da poter affrontare un secondo incontro... Sheela Hollywood
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