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LASSU' QUALCUNO MI GUARDA - Rossana Brondolo


Vi immagino lassu', in cielo.
Forse ci state guardando e magari pensate che dovevate insegnarci a guidare meglio…. Lea: gli occhi vivi, lo sport, la moto. Andrea: la gioia, la bontà, la moto anche lui. 
 
Facciamo parte anche noi di quella (piccola?) parte di mondo che guida una moto, ma siamo due donne(io e Lisa), consapevoli di aver avuto un privilegio: poter vedere piu' in là, oltre la monotona esistenza… dove vive la fantasia.

Sì, perche' in sella si assapora la felicita' comune a tutti quelli che vivono un orizzonte mai uguale. Non ci sono montanti o lamiere che limitano la visuale…si sentono gli odori, i rumori, il caldo, il freddo, la pioggia, il sole…. è piu' facile parcheggiare, viaggiare….e l'andare stesso pompa adrenalina.

Non importa se il tempo sara' uno schifo, se il telefonino non prendera' , se non ci sono piu' le mezze stagioni, se il piu' delle volte si stipula anche un contratto con il padre eterno che garantisce per tutto il percorso una situazione atmosferica talmente orrenda che quando torni a casa incolume pensi: " se ho superato questa prova d'ora in poi nulla mi spaventerà".

Abbiamo sentito sul viso la freschezza di un mulinello di vento che annuncia la primavera, e con tanta naturalezza abbiamo unito la femminilita' alla straordinaria carica necessaria per guidare un mostro buono , che spesso pesa molto piu' di noi.

Perche' una ragazza puo' essere femminile anche con una tuta in pelle. Non servono tacchi o minigonne, conta il "dentro" e con la tuta non ci sentiamo meno donne, ma solo piu' sicure!



Grazie ragazzi! Sono sicura che là tra le nuvole ci guardate e un po' siete fieri…. Ma anch'io vi vedo sfrecciare!
La sofferenza, la malattia, ci hanno dato un modo nuovo di affrontare la vita… e grazie a voi ci è cresciuta dentro una passione nuova, che da' ogni volta una scarica di adrenalina che fa sentire vivi.

Lea ci ha fatto conoscere Ducati, ci ha insegnato a guidare, e vorrei ringraziarla da quaggiu'. La vedo sfrecciare… le vedo gli occhi brillare mentre ritira la sua nuova Ducati gialla.

Un grazie speciale anche a Nico, perche' probabilmente se non avesse segnato cosi' profondamente le nostre vite non saremmo mai state motocicliste!

Sulla sella posteriore abbiamo cominciato a sentire il piacere, la paura di percorrere le strade in un equilibrio precario, finche' nasce il desiderio: come potrebbe essere stare li' con le mani sul manubrio e i moscerini sulla visiera? Bisognerebbe saperlo prima…

Quanto è bello guidare una moto…e il polso destro ti fa vedere piu' o meno veloce la realta'che ti circonda!
Forse è giusto cosi: è un tempo per guardare, un tempo per imparare, uno per provare e uno per… ANDARE!

Non è una prova per calarsi nei panni dei maschietti, ma solo cercare di essere se stesse in una situazione fuori dal comune, come guidare una Ducati a fianco di collaudatori armati di esperienza.
Un po' di pazienza e poi viene il momento di andare da sole. Ci si sente un po' strane, piccoli alieni con le antennine verdi ma è cosi'… ora ci siamo anche noi!

Rosanna Brondolo