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MOTOGIRO D'ITALIA - Vicki Smith
Parte 2

Per partecipare al Motogiro, inizialmente bisogna seguire il percorso stabilito seguendo le piccole frecce rosse dipinte sulla strada. Bisogna raggiungere ogni checkpoint entro un certo limite di tempo. Grazie all’aiuto degli organizzatori era molto difficile perdersi, ed anche se si sbagliava strada lo si capiva subito a causa dell’assenza di frecce sull’asfalto. Mantenendo un’andatura abbastanza veloce, senza fermarsi o perdere tempo, puoi raggiungere tutti i checkpoint in tempo con 10 minuti di sosta per andare al bagno, bere un po’ d’acqua, mangiare un gelato o qualche ottimo pasto preparato dalla gente del posto. Vi sono anche alcune prove speciali , molto importanti perchè spesso determinano i vincitori. Quest’anno le prove sono state diverse da quelle degli anni precedenti, per permettere a tutti i partecipanti di poter lottare per i primi posti. In una delle prove dovevo, in piena salita, fare delle curve delimitate da paletti di legno, ed erano così strette che era facile farne cadere uno! E’ accaduto persino che alcuni di questi si incastrassero sotto le ruote rendendo il tutto ancora più difficile. Se non hai mai guidato un monocilindrico d’epoca ti trovi un po’ in difficoltà, infatti queste moto non hanno la stessa flessibilità delle moto moderne. Ho cercato di far correre al meglio la mia moto, io guido con clip-on e queste prove erano molto difficili con un manubrio troppo stretto.

Ogni anno, ad un certo punto della gara, la bellezza del percorso si impossessa di me. Quest’anno mi è successo attraversando Assisi. Avevo già sentito parlare di questa città, ma non c’ero mai stata. Si estende sulla cima di una collina come un antico tempio greco, enorme. Stavo guidando con un gruppo di giornalisti in Multistrada, e anche loro erano estasiati quanto me. Sono scesi tutti al volo, così al volo che uno di loro per fare una foto è inciampato ed ha fatto cadere la moto!

Questo è il bello di questo evento: non ti permette di farsi vivere senza emozione.
Ha conquistato l’anima di tutti i partecipanti e aperto i loro cuori e le loro menti all’Italia e alle amicizie che sono nate in questi cinque giorni. Ha cambiato la mia vita, dandomi un obiettivo e ricordandomi ogni anno che la vita non deve diventare un’abitudine. Probabilmente non è possibile vivere ogni giorno con questo spirito, ma certamente mi ricorda di trascorrere il maggior numero di giorni possibile in questo modo.

I momenti salienti dell’edizione di quest’anno? Guidare attraverso le colline del centro Italia con accanto un giornalista italiano su una 100GrandSport GP. Il rumore della sua moto era così forte che non era necessario che mi girassi a vedere se lo avevo accanto. Abbiamo viaggiato insieme praticamente per tutta la gara. Una volta, dopo aver sorpassato un camion ha guardato indietro, verso di me, mimando il segno della croce sapendo che anche io avrei tentato lo stesso folle sorpasso e facendomi esplodere in una risata. Oppure quel giorno in cui guidavo fianco a fianco con una MV Agusta 750 bellissima nel suo classico rosso, bianco e blu. E poi quando, a capo di un gruppo di circa 15 veterani, ho guidato sul marciapiedi di una strada a senso unico (la strada sbagliata) dopo aver perso le frecce sull’asfalto. Non dimentico nemmeno quando, ferma in un bar a mangiare in gelato, salutavo con la mano il mio gruppo di cari amici, classe turistica, che sfilavano divertiti dall’avermi riconosciuta. E in ultimo, ridere a crepapelle alla descrizione della giornata veramente sfortunata del mio amico Rich con la sua Ducati 125.

E così la competizione si è conclusa là dov’è iniziata, a Cattolica. Ho tristemente dovuto restituire la moto a Rino Caracchi, e dovuto salutare tutti i piloti con cui ho trascorso delle giornate così divertenti. Nonostante le lingue parlate fossero differenti, usavamo tutti lo stesso linguaggio, quello della strada. L’ultima sera ci è stata una festa in un castello, con cibo a volontà, vino e musica. Dove tutti hanno parlato dei propri programmi per il prossimo anno ed in cui ho saputo qualche anticipazione su Vicki V. Prima ancora che l’evento fosse finito, stavamo già parlando di quello dell’anno prossimo. Strano, forse? Non potrebbe davvero essere altrimenti.

Vicky Smith

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