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UNA NUOVA SFIDA PER RACHEL - PARTE 2 - Rachel Dwyer
Di seguito il diario di viaggio di Rachel Dwyer, che con questa esperienza al limite (48 stati americani in 10 giorni) ha messo di nuovo a dura prova la resistenza delle moto Ducati. Questa volta è toccato al Monster S2R.

Sono riuscita ad attraversare l’Alabama senza incidenti. Corro lungo le strade della Carolina. Ho sempre considerato la Carolina uno stato affascinante e non ne sto rimanendo affatto delusa. Sto guidando per strade e territori che non ho mai visitato, come il Tennessee e il Kentucky. Sebbene i paesaggi di queste zone siano spettacolari e le strade fantastiche da percorrere in moto la giornata sta finendo e una tempesta inizia a soffiare, cosicché devo cercare rapidamente un riparo.

Riesco a trovare l’unica stazione di servizio a Jenkins, con qualche aiuto da parte della gente del posto, riuscendo così ad attraversare il Kentucky. Questo percorso diverso dal previsto mi tiene attaccata all’asfalto per altre 100 miglia, ma iniziando a sentirmi piuttosto stanca e con un temporale in arrivo decido di concludere la giornata con le prossime 20 miglia, a Wise, in Virginia.

Venerdì 20 maggio vengo svegliata molto presto da tuoni e fulmini che, fuori dalla mia finestra, non promettono niente di buono. Accendo subito la TV sul canale meteo e le previsioni sono davvero pessime. Temporali e lampi rendono rischioso mettersi in viaggio.

Mi copro per bene, pronta ad affrontare una giornata di pioggia ed esco. 8 ore più tardi sono completamente zuppa, nonostante la mia attrezzatura sia resistente all’acqua. Scopro così che non esiste niente di assolutamente impermeabile o almeno, non lo è dopo 8 ore di pioggia torrenziale! Ho percorso solo 400 miglia, ma decido di fermarmi da qualche parte, anche solo per qualche minuto, per tentare di asciugarmi e trovare un modo per proteggermi da quella pioggia.

Mi trovo in una bettola di Manassas, dove resto abbastanza a lungo per usare la lavatrice e la stufa di cui era provvista la mia camera e provo ad asciugare la mia roba. Dopo nemmeno 2 ore sono già sulla strada, ma avrei dovuto immaginare che si trattava di una causa persa in partenza. È un venerdì di pioggia sulla costa orientale e sono appena fuori DC e Baltimora. Dopo oltre 4 ore sulla strada ho percorso solo 100 miglia e decido di rinunciare. Il mio riparo per la notte è Newark, Delaware.

Sabato mi alzo con la voglia di prendermi a schiaffi per aver rinunciato il giorno prima, la mia attrezzatura è ancora zuppa, ma il tempo sembra essere migliorato, così mi metto in viaggio. Appena imbocco l’autostrada noto che il traffico scorre piuttosto velocemente e spero di superare New York e Boston prima che aumenti.

Più o meno a quel punto mi accorgo che il mio stomaco ha superato il punto di non ritorno e che la sera precedente devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male. Ho già passato l’ultima area di sosta prima del tunnel GW di New York così sono nel panico! Vedo che c’è ancora un’uscita prima del tunnel, la imbocco sperando di trovare un posto dove fermarmi. Sono fortunata e trovo subito un’area di servizio con un bagno! Sono ripartita subito dopo.

È stato difficile trovare un’area di servizio nel Connecticut, ma alla fine ho trovato un negozio che fa orario continuato. Ho comprato qualche caramella. Sono preoccupata perché credo che a Rhode Island avrò lo stesso problema, invece lì trovo subito un benzinaio. Realizzo di avere molto freddo e sento il bisogno di fermarmi a bere una cioccolata calda, così entro in un Mac Donald’s e ne prendo una.

Mi dirigo verso Boston e prendo mentalmente nota di cosa scrivere nel mio diario di viaggio. Non so se fermarmi o no. Decido di entrare in città, così mi dirigo a South Boston e suono il campanello dei miei, dicendogli che ho solo 5 minuti. Mamma e papà si precipitano giù e ci scambiamo rapidissimi abbracci prima di tornare sulla mia Ducati.

È tremendamente difficile fare rifornimento nel Maine. Dopo aver trovato la direzione giusta mi dirigo verso il New Hampshire, ancora una volta verso ovest. Dopo aver imboccato queste strade realizzo che sono ottime da percorre in moto, ma pessime se hai fretta! Il traffico rallentato inizia a farmi pensare di non poter raggiungere il mio obiettivo personale di 8 giorni e di essere obbligata ad usarli tutti e 10. non riesco ad arrivare lontano oggi, solo fino a Utica, New York.

Domenica 22 maggio mi sveglio determinata a finire alla grande. Così parto dirigendomi ad ovest. Riesco ad attraversare con un ottimo tempo New York, Pennsylvania e Ohio. In Indiana intraprendo un percorso insolito che mi porta fino in Michigan. Mi fermo ad un’area di servizio a Sturgis, nel Michigan, e vado rapidamente a ritirare lo scontrino. Il ragazzo dietro il banco sapeva esattamente cosa ci facevo lì, perché molti altri motociclisti prima di me erano stati in quel posto per la stessa ragione, così mi da velocemente la ricevuta e mi rimetto sulla strada. Arrivata a Chicago non riesco a trovare un benzinaio così entro in un’officina che incrocio per strada dove acquisto un deodorante per auto che regalo immediatamente ad un cliente, avevo bisogno solo di una ricevuta che attestasse il mio passaggio in Illinois. L’impiegato e la donna a cui ho regalato il deodorante potranno raccontare la storia della ragazza matta in motocicletta. Naturalmente appena tornata in autostrada ho subito incrociato un benzinaio, come succede sempre! Oggi riesco a coprire tutta la distanza fino al Wisconsin.

Lunedì mattina alle 2,48 inizia l’8° giorno. Sono sottopressione perché so di dover fare più di 1.000 miglia in un giorno se voglio completare questo viaggio prima del 9° giorno. 1.000 miglia su una Ducati? Molta gente non lo crederebbe possibile, ma con una moto come il Monster è possibile, la sua posizione di guida così comoda mi fa venir voglia di sfidare i miei limiti. Ho guidato molto tempo su percorsi difficili, attraverso le strade più noiose, niente da vedere per miglia e miglia, e difficoltà nel reperire benzina il che mi ha obbligato a fermarmi più spesso di quanto volessi; in più il dolore alla spalla mi ricorda il mio recente incidente. Ho guidato attraverso il Minnesota, Nord Dakota, Sud Dakota, Iowa, Nebraska e Kansas per concludere il mio viaggio in Missouri. Dal momento in cui sono arrivata a St.Joseph, in Missouri, la temperatura è passata dai 4c° della mattina ai 32c° della sera. Avevo la tuta completamente zuppa di sudore, bagnata proprio come sotto la pioggia della Virginia. Ho raccolto gli scontrini accumulati nelle varie aree di servizio, schematizzando così gli orari delle mie fermate e poi cercando di convincere qualcuno a dichiarare di avermi vista. Trovo due uomini che mi hanno dato una mano, uno che sta consegnando il ghiaccio ed un altro che faceva benzina alla sua macchina. Adesso mi dirigo all’hotel. E realizzo di aver finito. Sono stanca, dolorante, ma ho finito! 8 giorni 12 ore e 50 minuti e secondo il mio contachilometri 7.828 miglia percorse; ora devo solo percorrere le ultime 1.800 miglia fino a casa!

Ho le vesciche sulle orecchie per colpa del casco, un’infiammazione dove sfregava la mia biancheria, il dolore alle spalle mi sveglia mentre dormo, ma ci sono riuscita! Devo scontrarmi con l’incredulità quando penso a ciò che ho fatto completamente da sola. Tutto questo mi ha sorpreso e confuso, perché la gente è intimorita dal mio essere sola quando guido? Conosco poche persone capaci di guidare per più di qualche centinaio di miglia in un giorno, mentre a me diverte guidare per centinaia e centinaia di miglia per giorni interi, e questo m’importa e mi diverte più che lo stare da sola. Alla fin fine, ho percorso più miglia io sul Monster S2R che chiunque altro negli USA.

In molti non hanno ancora percorso 600 miglia su questa moto, io ne ho percorsi 10.500. La moto resta ferma solo quando è in officina, e nemmeno una singola valvola ha bisogno di essere aggiustata e la moto continua a correre meglio di prima.

Rachel Dwyer

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