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My DREam - Federica "Kenny" Rinaldoni - 2/4
Vita e passione in quattro atti di una vera Ducatista, omaggiata di un corso DRE.

Mi accoglie la fatina buona che per prima mi ha permesso di vivere tutto questo, Valentina, che lavora alla Community Ducati. Incontrarla dal vivo è davvero emozionante perché fino ad ora i nostri contatti erano stati tramite e-mail. E’ di una gentilezza unica e mi porta all’interno dell’azienda, mostrandomi in rapida successione tutti gli uffici principali, ma solo perché sono un ospite speciale.

Incontro nuovamente con piacere Claudio De Angeli del Team . Arrivo nella sala della Community e per la prima volta vedo dove vanno “fisicamente” i miei lavori. Valentina mi presenta Livio Lodi, il curatore del Museo Ducati nonché cervellone storico della Casa di Borgo Panigale, che da lì a poco ci accompagnerà per una visita speciale alla fabbrica ed al Museo stesso. Livio non perde occasione per interrogarmi a proposito del Monster. Sempre nell’ufficio della Community, ho l’occasione di salutare e ringraziare Ombretta Piatesi, che si è occupata della mia iscrizione al DRE nonché a procurarmi una bella tuta Ducati Dainese della mia “introvabile” nanotaglia!
Non vedo invece, putroppo, Annalisa Dimonte, colei che mi ha materialmente regalato il corso. Grazie Annalisa!

L’atmosfera generale è piacevole, all’interno dell’edificio mi sembra di percepire ancora l’euforia per gli ultimi grandi successi Ducati: la vittoria del Trofeo Motocicliste di Paola Cazzola del Team Y2K e la vittoria in MotoGp di Loris Capirossi sul circuito di Motegi.

Insieme a Livio Lodi ed a Valentina, scendo negli stabilimenti della fabbrica ed, in anteprima, ho l’onore di veder assemblare i primi modelli della collezione Sportclassic; un onore per pochi, pensando soprattutto a chi possiederà certi gioielli a tiratura limitata.
Dopo una breve sosta al DesmoBar, in cui all’internet point ho anche avuto l’occasione di vedere il mio precedente articolo appena andato online, ci uniamo ad un gruppo di visitatori e con la guida ci dirigiamo alla fabbrica. Ora capisco cosa c’è sotto sotto… alla mia Ducati!
Scordatevi le immense fabbriche giapponesi, nelle quali ogni singolo pezzettino viene assemblato ad altri con l’ausilio di robot privi d’anima. Qui, negli stabilimenti Ducati, ogni operaio ci mette le sue mani ed un po’ del suo cuore, ogni motore viene assemblato da una singola persona ed il suo DNA sta nel codice che lo identifica e lo rende appartenente al suo “creatore”. Forse prima o poi, per qualcuno, quel banco di lavoro diventerà routine ma io non so che darei per provare la sensazione di montare un motore Ducati!
Il Reparto Corse è zona off-limits per tutti, praticamente l’Area 51 di tutta la fabbrica: solo gli addetti sono ammessi ed è lì che ci piace immaginare tutti gli sviluppi della Desmosedici e di tutti quei motori che fanno la storia sulle piste di mezzo mondo! La tecnica, l’aerodinamica, le strategie… segreti inviolabili finchè non ci sfrecceranno davanti (e forse anche dopo)!

Le moto si compongono ed acquistano forma passo dopo passo: gli immancabili telai a traliccio sono lo scheletro che le identifica, la parte elettrica il sistema circolatorio, ricco di fili e tubicini come vene ed arterie e poi il motore, il cuore pulsante, le gomme come muscoli scattanti e le parti carenate come protezione finale, come una pelle, come un vestito creato su misura. I banchi prova testano prima il motore e poi il risultato finale. Ed eccole lì, appena nate, tutte in fila come in una nursery, pronte a lasciare il nido per i Ducati Store del mondo! Cammino per i corridoi della fabbrica e quel mondo lo vedo così, vivo! Come quando guardo la mia moto e la sento viva, come se avesse un’anima e forse adesso capisco davvero perché. Vedere la nuova gamma Sportclassic è davvero un evento: il passato rivisto e corretto sembra essere tornato a reclamare antichi e nuovi successi!

Terminata la visita alla fabbrica, ci dirigiamo verso il museo, che si apre a noi come un palcoscenico dietro il sipario: un grande ambiente circolare da cui si dipartono le sette stanze delle meraviglie; un viaggio nel tempo per rivivere la storia che ha creato Ducati, dal piccolo motore Cucciolo all’ultima Desmosedici, attorno alla quale sembra ruotare una pista illuminata con ben trentatré moto che hanno segnato un’epoca.

Federica Rinaldoni

(continua)
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