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My DREam - Federica "Kenny" Rinaldoni - 4/4
Sto guidando la Multistrada 1000. La visione motociclistica dall’alto è molto diversa da quella a cui sono abituata con il Monster. Sono ben seduta, la moto ha un’agilità sorprendente ed asseconda i miei movimenti tanto che fare gli slalom tra i birilli diventa un piacevolissimo divertimento. Quello che io avevo sempre visto come una moto-elefante, tra le mie mani è diventata una libellula leggera. Verso l’ora di pranzo abbiamo fatto la classica pausa e la mensa dell’autodromo era così invitante che ho dovuto controllarmi per non rischiare di appesantirmi per le prove rimanenti e per il giro in pista. L’organizzazione Ducati è stata perfetta e non ci hanno mai fatto mancare delle fresche bottigliette d’acqua sul posto per ristorarci durante la giornata che, nonostante qualche nuvola nera iniziale, alla fine ci aveva regalato sole e tanto caldo. Per il turno in pista avevamo a disposizione una moto per ognuno. Inutile dire che mi sono catapultata sul primo Monster disponibile! Il primo giro ci è servito per conoscere meglio la pista e successivamente per mettere in pratica tutti i consigli ricevuti durante le lezioni. Luigi Pozza era al comando della nostra fila, con una Ducati 999: impostava le traiettorie e noi lo seguivamo. Seguendo i suoi insegnamenti, ho capito perché spesso non affrontavo bene le curve e perché a volte diventavano un mio blocco mentale. Da quel giorno e da quel turno in pista, la mia guida in curva è migliorata notevolmente, ho superato quel blocco e la mia guida è diventata notevolmente più fluida. Ora i miei occhi seguono l’interno della curva e, automaticamente, il mio corpo e la mia moto fanno lo stesso senza timori. La mia testa ha cominciato a fare ragionamenti nuovi: ad intuire meglio le staccate o a cercare possibili vie di fuga in caso di pericolo imminente. So cosa vuol dire ora pensare da motociclista e non per fare bravate inutili e rischiose tanto per vantarsi con gli altri “smanettoni”. Forse io non arriverò mai a fare il record della pista ma, di sicuro, so cosa significa il piacere di andare in moto. Ogni volta che percorrevo il rettilineo del traguardo, aprivo il gas per sentire la voce di quel motore meraviglioso, quella voce che era nata dove ero stata il giorno prima e che sembrava voler esprimere tutta la sua voglia di correre, di essere forte, di essere viva. Come me. A fine giornata Luigi ci ha consegnato gli attestati di frequenza al corso e ci ha rammentato i suoi preziosi consigli da portare a casa. Ed una volta tornata a casa, anche il mio Monster 400 deve aver capito che era cambiato qualcosa in me: ho messo in pratica su strada quello che avevo imparato al corso e, nonostante l’esercizio vada assiduamente eseguito nel tempo, mi sento una motociclista rinnovata e migliorata! Ultima nota: nella giornata del 23 Settembre non era presente come istruttore del Corso Master di Pilotaggio, causa infortunio, Marco Lucchinelli. Marco ha fatto una breve visita nel paddock del circuito a fine giornata. La cosa simpatica è stata che ci siamo incrociati, camminando; io gli ho rivolto un sorriso e lui, con la simpatia che lo distingue da sempre, mi ha detto ciao! Ecco, una giornata così, non poteva che finire nel modo migliore, col saluto personale di un campione del motociclismo. Non so cosa altro aggiungere perché a parole non si riesce ad esprimere quello che si vive in giornate come queste. Ora sotto il giubbotto, indosso la maglietta del DRE che mi è stata regalata col kit di benvenuto e sul serbatoio della mia moto, spicca l’adesivo del corso, come a ricordarmi di seguire sempre i suoi insegnamenti. Quello che voglio dire è che questa è un’esperienza aperta a tutti, proprio perché i corsi vanno dal Base al Master. Chi ama la moto ed ama essere un motociclista dovrebbe provare l’avventura di una giornata come questa, per comprendere che la passione che abbiamo dentro non basta mai ed è pronta a crescere ancora, non importa se si è Ducatisti oppure no, basta saperla riconoscere. Una nota alle persone che non sono Ducatisti ed hanno partecipato ai corsi: ditemi se non è forse vero che con quel bicilindrico sotto, il vostro cuore batteva più forte? Ringraziamenti. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno. Valentina Tolomelli, in primis, la mia “manager” : grazie per aver creduto in me! Ti voglio bene. Annalisa Dimonte e Claudio De Angeli che hanno avuto il "coraggio" di regalarmi questo corso al DRE: non finirò col diventare una viziata da Ducati? Il Team Y2K per le emozioni vittoriose e perché se ho vissuto tutto questo è anche per merito loro! Ombretta Piatesi che si è occupata della mia iscrizione al DRE . Livio Lodi per essere così com’è: la storia Ducati vista dal vivo. Senza la sua passione, non esisterebbe nemmeno un museo così. Luigi Pozza: il mio primo istruttore di guida e l’unico ad avermi dato finora dei consigli sensati! Susannah Tillson: per l’invito alla collaborazione allo Yearbook Ducati 2005 . Grazie per aver apprezzato il mio lavoro! Al fotografo ufficiale Ducati che ci ha accompagnato durante questi giorni: nessuno mi aveva mai fatto sentire così bella! Scherzo! Nessuno però mi aveva mai scattato così tante foto d’autore! Ed un grazie finale è dedicato alla Ducati, perché sa ancora apprezzare le passioni più semplici e più vere di tutti noi motociclisti. Federica Rinaldoni Leggi la terza parte
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