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DESMODONNE SULLA SELLA -3-
Guidate tante, per la bassa statura escludo le grandi cilindrate. E, se sì, quando hai iniziato e che moto guidi adesso? Hai sempre guidato tu? Molto presto, ormai guido poco. Ho fatto anche molti chilometri sul sellino posteriore. Come è nata la tua passione per Ducati? Il suono delle marmitte. Da quando sei presidente di un DOC club? Da quando sono stati istituiti. Cosa ti ha spinto a fondare il club? OPPURE: Come sei diventata presidente di un DOC club? Mi è stata offerta la possibilità, organizzavo già il Motoincontro Lady Ducati, idea che mi è venuta in mente per il gusto di vedere tante Ducati in solo giorno. Passione pura e incontenibile. Hai incontrato particolari difficoltà? Come sei stata accolta? La difficoltà più grande è quella di avere a che fare con soci che sono sempre stanchi, hanno poco senso pratico, poche capacità organizzative, poche idee, non hanno spirito di sacrificio. Scarsa collaborazione. ( colpa del Piemonte, qui si fa molta fatica ). Quante donne ci sono nel tuo club? Attualmente una decina, Troppo poche e troppo indifferenti e passive. E’ un’esperienza che consiglieresti a tutte le desmodonne? Perché? Se non si sente dentro, è una passione difficile da trasmettere, finiscono tutte a vivere all’ombra di qualche uomo. Apre nuove vie, nuove conoscenze nuove sfide. Io ho avuto a 50 anni l’occasione-necessità di imparare l’inglese e usare il PC. Ti ha dato soddisfazioni particolari? Infinite, indimenticabili, uniche. Ho avuto modo di conoscere personaggi unici, incredibili, capaci di imprese al limite umano. Uomini veri. Ci racconti l’episodio che porti nel cuore, come presidente di DOC club? Tantissimi, cito questo: nella tribuna Ducati del Mugello 2005, mi hanno chiesto di firmare un autografo, anche se non ho mai vinto un GP, non ho progettato moto ma vivo solo della mia semplice passione. Maria Luisa Blandino
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