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IL MIO CAMPIONATO EUROPEO CON IL TEAM DUCATI Y2K
Solo ora so che era l’inizio di una lunga avventura che mi avrebbe poi portato a conquistare il titolo del Campionato Europeo nel 2007. Ma andiamo per ordine! I primi contatti iniziarono con la mail che ricevetti nel 2006. Fui sorpresa di trovarmi nella condizione di poter decidere se correre con il Team Ducati Y2K nei campionati Italiano ed Europeo 2007. Fino a quel momento quel Team e i suoi piloti erano i miei avversari, non solo in circuito, ma anche al di fuori. Mi riferisco alla gara ad Hengelo (Olanda), dove fummo squalificati a causa del Team Ducati Y2K...ma questo ve lo racconto più avanti. Torniamo a quella fredda e uggiosa giornata di novembre 2006. Ricevetti una e-mail e, dopo qualche minuto, capii di cosa si trattava. Mi chiesi subito come mai un Team ufficiale supportato da una azienda italiana volesse al suo interno una pilota tedesca. Oggi lo so: perché Ducati vuole sempre il meglio. La migliore squadra, la migliore moto e i migliori piloti. Tutti sappiamo che nelle corse avere il meglio non sempre garantisce automaticamente vittorie e titoli, però è un punto di partenza importante! Quella squalifica ad Hengelo era arrivata proprio al momento giusto per Ducati – e questo lo capisco solo oggi. Ha infatti permesso a Paola Cazzola di vincere il Campionato Europeo 2006. Era sempre novembre quando il mio manager Monique ed io salimmo su un aereo con destinazione Bologna. Non avevamo nessun obiettivo, infatti avevo deciso di chiudere la mia carriera da pilota alla fine del 2006, quindi non avevamo veramente niente da perdere. Mi ricordo come fosse ieri quando sono scesa dall’aereo. Era una giornata stupenda in Italia e in Ducati incontrammo Claudio e Marco, due uomini che oggi non sono solo i miei capi e i miei sponsor, ma anche due dei miei migliori amici. Entrambi volevano che diventassi un membro del team e, dopo qualche chiacchiera in ufficio, mi mostrarono l’azienda, dove vengono costruite queste meravigliose moto. Questa fabbrica rappresenta lo stato dell’arte: Ducati non solo produce moto, ma vive le moto e le corse! Questo è quello che mi ha affascinato. Claudio e Marco mi spiegarono che c’erano molte speranze per il Team Y2K nel 2007 e che io avrei potuto farne parte. Entrambi mi dissero che mi stavano osservando già da un po’, dall’inizio del 2006, durante i test dell’MV Augusta a Misano. Poi ancora mi seguirono a Vallelunga, durante la prima gara del Campionato Europeo 2006. Durante le qualifiche, grazie ai perfetti tempi sul giro, dimostrai loro come le donne siano in grado di girare veloce almeno quanto gli uomini. La stampa sui giornali della domenica parlava di me come del successore di Giacomo Agostini. Durante la gara ebbi solo una cosa in comune con Agostini: un incidente. Persi il controllo dei nervi, perché l’incidente è stato veramente stupido, e dopo che tutti i piloti mi avevano passato, risalii in moto e ricominciai a correre. Alla fine avevo percorso 1500 chilometri dalla Germania a questo bellissimo circuito per niente. Non era possibile! Mi sono detta: dimentica la delusione e continua a lottare!
Mi ricordo di aver vinto la gara, ma non per molto! Infatti, dopo appena un’ora il Team Y2K presentò ricorso per un cupolino non conforme al regolamento delle Superstock. Ducati aveva fatto la cosa giusta e alla fine vinse il campionato. Tornai in Italia per sedermi a un tavolo con i due manager di Ducati in una calda giornata di novembre. Avevano già preparato un contratto che includeva tutto ciò che ho sempre sognato: un Team ufficiale supportato direttamente dall’azienda, praticamente il meglio! Tornata in Germania, dove il tempo era ancora freddo e piovoso, cercai per tre giorni di trovare qualcosa di negativo nell’offerta che mi avevano fatto, ma non ce l’ho fatta! Così firmai il contratto e lo rispedii in Italia. Nella primavera del 2007 finalmente ebbi il primo incontro con il mio nuovo “mezzo”: una magnifica, nuovissima Ducati 1098 S. Ero veramente nervosa durante le prime sessioni di prove libere con un Team completamente italiano e tre pilote italiane, ma non c’era nessuna pressione da parte del Team (anche se sapevo che volevano verificare le mie performance). Non fu facile con la nuova moto, nessuno la conosceva e non c’erano parametri a cui riferirsi, ma tutti si sono messi di impegno e hanno lavorato davvero tanto. Grazie di cuore al Team e a Monique, per aver lavorato così tanto! Alla fine riuscimmo ad avere una moto perfetta per la gara di Vallelunga del Campionato Europeo. Durante il weekend dominammo tutto: prove libere, prove ufficiali e gara. Ma, nonostante questo, ero molto più eccitata di essere raffigurata sui poster e sui biglietti della gara! Il secondo appuntamento fu ad Assen, in Olanda, dove di nuovo abbiamo dominato le prove libere e le qualifiche ufficiali. Durante la gara cominciò a piovere, ma vincemmo di nuovo. Se avessi commesso anche un solo piccolo errore, il campionato sarebbe stato compromesso. Dopo due gare in Italia ed una in Olanda, finalmente arrivò per me la gara di casa, in Germania. Durante la Speed Week tedesca ad Oschersleben, davanti ad oltre 40000 spettatori, fummo in grado di esibire un motociclismo ad altissimi livelli. E’ stato un piacere per me correre proprio lì, perché conosco moltissime persone ed è stato positivo anche per il Team, che ha avuto modo di rappresentare Ducati in quest’area. Fu insomma un weekend perfetto. Durante la gara, non era necessario spingere: l’unico obiettivo era arrivare in fondo! Questo è il mio primo titolo internazionale e uno dei primi titoli anche per la Ducati 1098 S, cosa di cui sono molto fiera. Sono molto felice di far parte di questo Team e vorrei avere l’occasione di ringraziare tutti: Luca per le fantastiche sospensioni Giorgio per una magnifica meccanica Roberto per il catering Marco e Claudio per una gestione del Team perfetta E per ultimi, ma non per importanza, tutte le persone del Team, gli sponsor e gli amici. Mentre sto scrivendo questo articolo in una calda giornata di agosto, ripenso alla stagione che si è appena conclusa e mi torna in mente lo slogan del Desmodromic Club di Roma: “C’è solo una regola: Ducati” Spero di seguire questa regola per molto tempo!
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