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la carica dei mille in rosso
E’ stato un vero e proprio D-day quello di domenica 23 settembre, su un duplice fronte: a Motegi, in Giappone, sede della gara di MotoGP e a Borgo Panigale, dove si trova lo stabilimento delle Rosse.

A Motegi Casey Stoner stava per scendere in pista per la gara che avrebbe potuto laurearlo campione del mondo.


Nello stesso momento, a Borgo Panigale, più di mille tifosi si davano appuntamento alle 6 del mattino ai cancelli dell’azienda, aperti per l’occasione.

Appassionati venuti anche da lontano, sfidando l’alba e il freddo in sella alle loro Ducati. Dipendenti un po’ assonnati, stanchi per lo sforzo di un’organizzazione davvero a tempo record, che ha permesso di accogliere tutti, ma proprio tutti, come se fossero a casa propria.

Croissant, bevande calde e atmosfera familiare non bastano a stemperare la tensione. Tutti sperano che Casey possa farcela, di poter salutare il giorno gridando “Campioni del mondo”. Fra i tifosi anche i vertici dell’azienda, e molti ragazzi di Ducati Corse.

La gara è sofferta, ad un certo punto si pensa di non farcela poi all’improvviso, qualcuno esulta. Non tutti capiscono subito cosa sta succedendo, ma nel piccolo riquadro in basso sullo schermo c’è una moto che sta rallentando, quella di Valentino Rossi. Tornano i sorrisi: allora forse... ma sì!

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L’ultimo giro è l’apoteosi di una gioia che scoppia incontenibile appena Loris taglia il traguardo per primo, e poi più indietro arriva Casey. Si srotola dal tetto lo striscione “Ducati e Stoner Campioni del Mondo”, risuonano le note di “We are the Champions” dei Queen, centinaia di cappellini e magliette vengono lanciate dal tetto come dono ai tifosi. Tutti si abbracciano, stappano le bottiglie di spumante che per incanto appaiono dai magazzini. Sono in mille, ma c’è da brindare per tutti! Momenti indimenticabili: le lacrime di Filippo Preziosi, acclamato dalla folla, i cori dei ragazzi che ogni giorno lavorano allo sviluppo della Desmosedici, la musica della Ducati Band, i tifosi che si mescolano ai dipendenti proprio lì, a un passo dove le Ducati nascono, accanto a chi le Ducati le pensa e le costruisce.

Esce il giornalista e commentatore sportivo Giovanni di Pillo, e improvvisa interviste. Alla fine, trascinato dall’entusiasmo, si lancia in un “ed ora tutti in piazza in moto!”. I vigili urbani, in sella alle loro Multistrada bianche e blu, fanno cenno che no, non era previsto, ma si può fare, e si offrono di aprire la fila.

Il corteo è allegro e spaventoso allo stesso tempo: il rombo dei bicilindrici sveglia la città! I passanti salutano e prendono in braccio i bambini; qualcuno sventola una bandiera, qualcun altro chiama a casa “non puoi immaginare, sono tantissime...”. Quando le 300 Ducati invadono Piazza Maggiore due vigilesse sorridono: “oggi ci sarebbe il blocco del traffico”... poi però lasciano parcheggiare tutti proprio lì in mezzo. Si arriva a piedi alla fontana del Nettuno dove Valentino, operaio in linea, e Lucio, Direttore della Community Ducati, si bagnano nella fontana per mettere in mano alla statua una bandiera. Foto, cori, e sorrisi.

Nel frattempo, qualche passante si avvicina e scatta una foto a una delle moto parcheggiate. Il proprietario sorride e lascia fare. “Eh sa, le Ducati son Ducati, mica solo la Desmosedici...”


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