Dreams Matter

Superleggera V4

  

I sogni contano

Il momento che tutti aspettavamo è finalmente arrivato. Condividiamo con voi, appassionati Ducatisti di tutto il mondo, il nostro ulteriore passo verso l’eccellenza ingegneristica.

Ogni prodotto che realizziamo esprime la nostra brama di perfezione. Ma nessuno è paragonabile alla Superleggera. In questo progetto abbiamo modellato la fibra di carbonio più avanzata in forme aerodinamiche futuristiche. Qui abbiamo realizzato i nostri sogni di ingegneri, costruttori e piloti appassionati.

La nuova Superleggera V4 è prima di tutto una vera e propria dichiarazione di intenti. È la linea di demarcazione tra il provare e il fare. È la nostra creatura pionieristica più importante. 

E io sono molto orgoglioso di presentarvi il nostro massimo capolavoro di ingegneria, tecnologia e design, consegnandovi il racconto dei suoi segreti più profondi e dei suoi dettagli più raffinati. 

Una storia di style, sophistication, performance and trust.

Dedicato a tutti i sognatori.

Claudio Domenicali.
CEO di Ducati Motor Holding .

Superleggera V4

105´000 CHF i
  • Livery
Wheelbase 1.480 mm (58,3 in)
ALTEZZA SELLA 835 mm (32.9 in)
Displacement
998 cc
POTENZA
165 kW (224 CV) @ 15,250 rpm - 174 kW (234 CV) @ 15.500 rpm con scarico full-racing i
COPPIA
116 Nm (11.8 kgm) @ 11,750 rpm - 119 Nm (12,0 kgm) @ 11.750 rpm con scarico full-racing i
Frame
Carbon fiber "Front Frame"
PESO A SECCO
159 kg (350 lb) - 152.2 kg (335.5 lb) con racing kit
Safety equipment
Riding Modes, Power Modes, Cornering ABS EVO, Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, Ducati Wheelie Control (DWC) EVO, Ducati Slide Control (DSC), Engine Brake Control (EBC) EVO, Auto tyre calibration
Regolazione gioco valvole (km)
24,000 km
Full Tech Specs

Tecnologia Evolutiva

L’AERODINAMICA

  

Intervista a

Edoardo Lenoci,

Ducati Aerodynamic Development Manager.

In Ducati abbiamo iniziato la ricerca e lo sviluppo sull’aerodinamica delle moto prima di chiunque altro al mondo. Siamo stati i primi a introdurre questo genere di innovazioni nelle principali competizioni motociclistiche. E questo è un dato di fatto.

Lo sviluppo delle metodologie aerodinamiche è inevitabilmente legato a Ducati Corse e ai prototipi da corsa unici, nati per un contesto in cui ogni millesimo di secondo può fare la differenza e l’asticella dell’eccellenza è davvero alta. Di stagione in stagione i progetti cambiano e si evolvono, ma rimangono alcuni punti di riferimento.

Ne abbiamo parlato con Edoardo Lenoci, Ducati Aerodynamic Development Manager.

“Il progetto aerodinamico GP16 è stato senza dubbio il nostro progetto più performante ed efficace. L’evoluzione del regolamento MotoGP non ci ha permesso di continuare lo sviluppo in quella direzione e tutti i profili aerodinamici consentiti oggi si basano sulla forma a C chiusa, che però è meno efficiente nel complesso.

Il nostro progetto era migliore e da tempo cercavamo il modo di continuare lo sviluppo interrotto nel 2017. Dare nuova vita al nostro miglior progetto aerodinamico.”

Ducati ha sempre avuto i motori più performanti nel mondo delle corse, non è una novità. Ma quando si lavora con gioielli di potenza come questi, saperne sfruttare appieno il potenziale è la chiave di volta. E in questo l’aerodinamica gioca un ruolo importante.

“Il carico verticale che la configurazione ali della GP16 riesce a generare su 1708 è sensazionale. Se prendiamo la nostra Panigale V4 come punto di partenza, l’aggiornamento del pacchetto aerodinamico della V42020 aumenta la deportanza del 30%, quello che abbiamo implementato nell’ambito del progetto 1708 arriva al 50%. Sono numeri molto significativi, e l’impatto sullo stile di guida è immediato.”

 La vera innovazione non complica: semplifica. Il lavoro svolto con l’applicazione di questo pacchetto aerodinamico sul Project 1708 facilita la guida della moto. Ne valorizza pienamente la potenza, limitando la necessità dei sistemi elettronici che riducono la potenza erogata. Il carico verticale sulla parte anteriore rende l’accelerazione meno complessa da gestire. Si può dare gas prima e la moto resta incollata al terreno.

“Spesso si pensa che una moto particolarmente avanzata richieda un enorme lavoro di aiuto dall’elettronica, ma non è così. Lavorando su diverse caratteristiche dinamiche e aerodinamiche la moto richiede meno intervento dell’elettronica. Le superfici delle ali agiscono in maniera intelligente sviluppando stabilità all’aumentare della velocità, riducendo la necessità di intervento dei sistemi di anti-wheeling per esempio. E questo aspetto è molto evidente in uscita di curva e in accelerazione piena, dove, limitando l’intervento dell’elettronica, la coppia motrice è meno ridotta.”

Ad esempio, durante i test al Mugello abbiamo scoperto che alla fine dell’ultima curva, grazie alla sola aerodinamica, avevamo ottenuto un vantaggio di 8 metri sul rettilineo. 8 metri sono tanti.

Cercare sempre nuove strade e trovare soluzioni alternative inaspettate e innovative fa parte del DNA di Ducati. Questa imprevedibilità dell’innovazione è un aspetto importante del nostro carattere, della nostra identità, che pur continuando a evolversi rimane inconfondibilmente Ducati.

“Lavorare a questo progetto, portare lo sviluppo aerodinamico GP16 su questa moto, è stato davvero importante. Non solo per le incredibili performance che sono state aggiunte, ma anche per il cambiamento culturale che comporta. Portando l’aerodinamica nella produzione dei veicoli a due ruote, Ducati ha cominciato un cambiamento culturale nel quale lo sforzo di ricerca in MotoGP contamina lo sviluppo delle moto di serie. Un transfer di saperi che da un ambiente di prototipazione limitato, dove i materiali durano solo poche gare, porta beneficio all’appassionato, permettendogli di vivere sensazioni prima riservate soltanto ai piloti professionisti.”

Estetica dell’ingegneria

The design

Intervista ad

Andrea Ferraresi,

Ducati Head of Design.

Ducati è l’unica casa motociclistica ad aver vinto il Red Dot Award e il prestigioso compasso d’oro. Siamo maniaci del design, per questo progettare una Ducati non è come disegnare una qualsiasi altra moto. Ci sono tratti essenziali che appartengono solo a noi. Progetti come Monster, 916, Diavel e Panigale sono pietre miliari nella storia del design per la loro categoria.

La filosofia di Ducati si costruisce per sottrazione, riconoscendo lo stile più puro nella ricerca approfondita di forme essenziali. Anche l’estetica del colore si basa sul rispetto della natura degli elementi. E nel 1708 è possibile distinguere con il Rosso Ducati il colore originale dei materiali preziosi che lo compongono: i diversi tipi di carbonio, titanio e alluminio.

Ne abbiamo parlato con Andrea Ferraresi, responsabile del design di Ducati. Ducati Head of Design.

“Se il design delle superbike Ducati è da sempre estremamente tech-driven, il progetto 1708 ne fa una summa stilistica.

Il lavoro del team di design si è sviluppato soprattutto nel far parlare le forme e i materiali. Abbiamo lavorato per creare una danza di linee e profondità tra il rosso Ducati e il carbonio a vista. 1708 è un progetto sul quale, più che mai, è stato indispensabile valorizzare la bellezza della tecnica. Il nostro lavoro è dunque stato orientato a lasciar parlare l’estetica dell’efficienza funzionale.”

Project 1708 è la moto più avanzata che Ducati abbia mai messo in produzione. Ogni vite, ogni componente viene pesato e controllato per consentire il miglior rapporto peso/potenza. Naturalmente questo vale anche per i dettagli estetici, in cui non sono concesse le solite licenze stilistiche.

“Se il compito di un industrial designer è valorizzare l’estetica della tecnologia, con 1708 il compito è elevato all’ennesima potenza. Se su moto meno estreme ci possiamo permettere qualche sconto estetico sul rigore ingegneristico, qui no. Nessuno. Nel progetto 1708 i 5 grammi in più per l’adesivo e i due etti per la verniciatura speciale non possono rientrare. Non ci sono dettagli, neanche estetici, che possano alterare le performance. È a tutti gli effetti trattata come una moto da corsa.

E in questo senso è un progetto molto sfidante a cui lavorare, perché il designer deve intervenire in punta di piedi, in maniera molto discreta e decisa, curando ogni dettaglio perché sia inequivocabilmente presente la firma Ducati.”

È consuetudine per Ducati vestire i suoi design più esclusivi con una livrea ispirata alla MotoGP dell’anno in cui inizia la progettazione. E il 1708 non ha fatto eccezione. Il carbonio a vista si alterna a linee continue bianche e rosse che mirano a valorizzare il nobile materiale della carena.

“La scelta di non colorare le ali è stata fortemente voluta, poi l’inclinazione delle grafiche è pensata per incorporarle nella linea della moto, dissolvendo la dimensione fisica in una dimensione visiva. Questo gioco è particolarmente evidente nel momento in cui si ha la possibilità di girare attorno alla moto, le cui proporzioni cambiano e si arricchiscono di punti di fuga interessanti avvicinandosi.”

L’aerodinamica è l’elemento evolutivo più importante di questa Superleggera V4, sul quale era importante misurare l’intervento come designer. È stato il punto di partenza visivo su cui elaborare l’intera estetica della moto.

“La cura maniacale del dettaglio è stata sicuramente lo sforzo maggiore in termini di progettazione, poiché questa moto nasce per correre e ogni suo millimetro visibile deve trasmettere la potente vibrazione estetica della moto da corsa più esclusiva del pianeta.”

La potenza leggera

IL MOTORE

Intervista a

Enrico Poluzzi,

Ducati Engine Design Manager.

Il design del motore è sicuramente una delle caratteristiche più distintive della Ducati. Un campo in cui la distribuzione desmodromica è diventata una firma unica. Sviluppare il motore per il progetto 1708 significa realizzare il più sofisticato propulsore Ducati di sempre. Pezzo dopo pezzo, lavorando su ogni componente per renderlo il più leggero possibile. Trovare spazio per l’innovazione in ogni dettaglio.

Ne abbiamo parlato con Enrico Poluzzi, Engine Design Manager in Ducati.

“L’inizio del lavoro su 1708 è stato davvero entusiasmante: siamo stati liberi di pensare a soluzioni non convenzionali e di usare la nostra creatività. Il terreno di gioco è più ampio, il mio team ha avuto la preziosa autonomia di progettare indipendentemente dai costi e di accedere all’uso di materiali, processi, tecnologie che usiamo normalmente solo nel mondo delle competizioni

È anche un momento estremamente coinvolgente per tutti, perché ogni gruppo di lavoro sa su quali componenti c’è un margine tecnico o un’alternativa tecnologica e dunque mette in gioco il suo know how specifico. È un progetto su cui c’è il mandato a fare cose impossibili.”

All’entusiasmo segue la perizia dello sviluppo tecnico ingegneristico. Come per ogni altro ambito del progetto 1708, anche nello sviluppo motore non si lascia niente al caso. Si svolge un’analisi completa di ogni micro componente per capire quali sono le opportunità evolutive, testare nuovi materiali e nuove geometrie. Entrare nella sperimentazione futuristica per realizzare qualcosa che non si è mai fatto prima.

“Quando il progetto inizia ci mettiamo di fronte alla distinta base del motore con tutti e 600 i codici delle parti. Analizziamo tutti i componenti e poi decidiamo su cosa lavorare. Su alcuni inizia la ricerca di soluzioni sperimentali, su altri invece sappiamo che si può intervenire più facilmente, perché ne conosciamo già limiti e margini di sviluppo.

La priorità è sui componenti realizzati nei materiali a maggiore densità per valutare la sostituzione con materiali più leggeri. Abbiamo cambiato tutta la viteria di serraggio dei basamenti e delle teste dall’acciaio al titanio. La stessa scelta si è estesa anche agli elementi di serraggio più piccoli come le viti dei cappelli camme, componenti di piccole dimensioni ma molto numerosi.”

La scelta dei materiali è il primo passo, ma si accompagna a un minuzioso lavoro sulle geometrie che si sviluppa in due diverse direzioni: la prima per controllare che nuovi materiali non presentino difficoltà di applicazione, la seconda per migliorare e alleggerire le componenti esistenti.

“Su molte componenti si è lavorato in ottimizzazione, assottigliando gli spessori ed introducendo alleggerimenti originariamente non presenti. Con questo approccio abbiamo rivisto per esempio gli ingranaggi dell’avviamento e gli alberi a camme che sono stati lavorati con fori di alleggerimento supplementari sui lobi e longitudinalmente, riducendo la sezione su tutta la lunghezza dell’albero.

Il 42% delle componenti è stata ri-progettata per guadagnare, in alcuni casi, anche solo poche decine di grammi. Sommandoli l’impatto è però estremamente consistente e produce una riduzione di peso di 2.8kg rispetto alla versione montata sulla Panigale V4 S.

Un componente nel quale siamo riusciti a conseguire un risparmio significativo di peso è il gruppo pompe olio; in questo caso siamo intervenuti semplificando in maniera drastica il design del gruppo, portando da 3 a 2 il numero delle pompe di recupero. Grazie alla completa riprogettazione dei canali interni alla pompa, siamo però riusciti a mantenerne inalterata la funzionalità, ovvero a drenare via l’olio dagli stessi ambienti e con la stessa efficacia della pompa standard.”

Il lavoro di sviluppo di questo motore aggiunge caratteristiche uniche anche al feeling di guida. Sia per l’alleggerimento nei cambi di direzione, ma soprattutto per l’aumento della reattività che si genera intervenendo sull’inerzia delle componenti volaniche. Le competenze ingegneristiche Ducati vengono sfruttate al 100% in ogni passaggio, per realizzare un motore che abbia un suo preciso carattere.

“Rispetto al V4 base c’è un lavoro di alleggerimento di tutte le masse volaniche, principalmente quelle legate al gruppo dell’imbiellaggio ottenute utilizzando bielle in titanio (e alleggerendo dunque anche i contrappesi dell’albero motore). Gli elementi che forniscono il maggiore contributo all’inerzia delle masse rotanti del motore sono tutti alleggeriti: questo comporta una maggiore rapidità nel salire e scendere di giri. Quindi il motore è progettato per reagire all’istante alle richieste del pilota.

È stato un lavoro impegnativo, di cesello perché i componenti di partenza del motore standard hanno già un elevato livello di ottimizzazione. Abbiamo quindi agito sui dettagli, aggiunto fori, diminuito spessori per guadagnare in termini di peso senza però, e questo è molto importante, andare a scapito dell’affidabilità: i componenti del motore del Progetto 1708 vengono deliberati usando gli stessi standard adottati per i componenti dei motori di normale produzione, non ci si fanno sconti.”

Ogni componente del motore è stato portato al limite. La complessità delle lavorazioni è molto più alta. E di conseguenza devono essere all’altezza i controlli e le simulazioni per portare la cura artigianale a un’affidabilità industriale. Il team di Enrico sottopone il progetto a ore di FEM e simulazione strutturale. Per il motore di 1708, Ducati esegue un processo di estremizzazione simile a quanto viene fatto da Ducati Corse per i motori da competizione, ma con coefficienti di sicurezza tipici di un prodotto omologato per la produzione di serie:

“È un motore da competizione, che però deve essere garantito a vita. E questo comporta ulteriori accortezze. Per esempio, il titanio è un materiale nobile, ma genera più attrito sulle superfici di strisciamento. Questo aspetto va tenuto particolarmente sotto controllo nella viteria, dal momento che al serraggio va garantito un carico assiale certo e ripetibile. Per questo abbiamo utilizzato un riporto particolare che serve a risolvere completamente questa criticità.”

Avere il mandato ad eccellere consente a Ducati una crescita individuale e di gruppo, perché anche le idee che vengono scartate spingono la squadra ad approfondire innovazioni tecnologiche sperimentali. È una ricerca verso nuovi confini di performance che getta le basi per il futuro generando una creatura motoristica davvero esclusiva.

“Partecipare allo sviluppo del motore 1708 è davvero un’esperienza unica. È un lavoro che riempie tutto il team di orgoglio, ma anche di entusiasmo ed energia rispetto alla libertà creativa che viene concessa. Diventa a tutti gli effetti un momento di ricerca e sviluppo che impatta a livello globale sulle conoscenze del team. Siamo spronati a cercare nuove soluzioni anche al di fuori da ogni schema consolidato. Questo ci permette di osare e di sentire il progetto come un’espressione delle nostre competenze e della nostra persona. È un grande momento di realizzazione.”

Le caratteristiche speciali

Componenti all'avanguardia per la moto perfetta e le massime prestazioni.

L'emozione della velocità

LE PRESTAZIONI

 La Ducati Superleggera V4 rappresenta il meglio dell’ingegneria motociclistica contemporanea. È il sogno che diventa realtà. Il risultato della ricerca più innovativa sulla dinamica e sull’ingegneria dei materiali. Una ricerca che raggiunge il suo compimento quando la moto scende in pista per essere testata dal pilota, che può finalmente provare le emozioni più intense.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Valia, Ducati Official Test Rider.

“È un’emozione fortissima. Una meraviglia senza fine. Innanzitutto l’orgoglio di far parte di un progetto così importante. E poi il senso di dedizione e la meticolosità nel cercare di trasformare l’eccellenza tecnico-meccanica in prestazioni mai viste prima per una moto di serie.”

La collaborazione dei progettisti Ducati con Alessandro Valia, pilota e collaudatore ufficiale dell’azienda, si traduce in sensazioni straordinarie. Il lavoro sulla dinamica e la riprogettazione dei componenti crea un equilibrio del telaio mai raggiunto prima d’ora. L’elevatissima complessità delle dotazioni tecnologiche è orientata alla semplificazione della guida.

“Il primo approccio è stato sbalorditivo. In primis per la frenata, uscendo dai box al Mugello sono arrivato alla prima curva e mi sono reso conto di dover pinzare molto meno. Poi si avverte chiaramente che la moto tende a percorrere le linee in autonomia. È una caratteristica rarissima, che ti trasmette una grande tranquillità e ti permette di dimenticarti dello strumento tecnico, concentrandoti totalmente sul tuo stile di guida.

Il lavoro di messa a punto sulla ciclistica ha dato dei risultati straordinari. È incredibilmente fluida nei cambi di direzione.”

L’agilità è esaltata anche dalla totale stabilità. Grazie al lavoro svolto sull’aerodinamica, il carico verticale dato dalle ali massimizza l’aderenza al terreno, consentendo un intervento meno incisivo del controllo di trazione sull’erogazione.

“Questa moto ha un’accelerazione impressionante. Ma la caratteristica più disarmante è che ti trovi assolutamente a tuo agio, in pieno controllo della moto. Grazie al pacchetto aerodinamico riesci ad aprire il gas a pieno, soprattutto in uscita di curva, senza timore che la moto impenni.

L’impatto delle appendici alari mi è stato particolarmente evidente quando l’abbiamo provata a Portimao, una pista che ti sottopone continue variazioni di pendenza a tutta velocità. Ma soprattutto nella salita prima del rettilineo, dove tutte le moto tendono naturalmente a impennare, questa non si scompone, è totalmente aderente e stabile. Una stabilità che permette di tenere il gas aperto proprio quando è più importante”

Il carico verticale contribuisce a migliorare la sensazione di sicurezza, una sensazione che aiuta il pilota a essere ripetibile, a dare il massimo secondo l’approccio “Performance Redefined”, in puro stile Ducati.

“Quando guidi una GP o una SBK il primo impatto è la sorpresa di sentire quanto sia facile guidarla. Con la nuova Superleggera V4, ritrovo esattamente questa sensazione. Abbiamo costruito un mezzo estremo e intuitivo al tempo stesso. Per chi vuole provare la sensazione di superare il limite a ogni accelerazione e a ogni staccata.

L’aspetto che più mi incanta è la sensazione di sicurezza che la moto trasmette. Nonostante l’impressionante rapporto peso/potenza rimane agile e intuitiva. È davvero una moto pensata per abilitare il pilota a esprimere il suo massimo. Con questa moto in fase test ho girato al Mugello in 1.52:45. Sono appena 2 secondi meno del tempo che ha fatto Pirro con la Panigale che ha vinto il CIV SBK. E Superleggera V4 è completamente street legal: ho potuto salutare con il clacson alcuni meccanici dei team GP presenti al Mugello quel giorno dopo aver registrato il tempo. Potete immaginare l’espressione sui loro volti”

Sono state organizzate più di quindici sessioni in pista durante lo sviluppo di questa moto. In ogni sessione sono state testate diverse mappature, per affinare la taratura della dinamica e del motore fino al punto in cui era praticamente impossibile migliorarla.

“Abbiamo dedicato molta attenzione alla messa a punto della gestione motore. Abbiamo lavorato per trovare la migliore relazione tra la manopola del gas e la risposta di erogazione potenza. Volevamo definire il carattere unico di questa moto. E ci siamo decisamente riusciti.

Guidarla è un sogno. Agilità senza confronto. Potenza piena di carattere. Si sente solo la pura emozione della velocità.”

Abbigliamento

INDOSSA IL SOGNO

 Dotazione da sogno

In Project 1708 eccellenza, ingegneria e sogno si fondono in una direzione tanto ambiziosa quanto performativa. Per dare al pilota la giusta combinazione di comfort e sicurezza e per raggiungere le performance più assolute che solo questa moto può offrire, Ducati offre un abbigliamento dedicato in cui tecnologia e innovazione raggiungono livelli assoluti di eccellenza.

Tuta Superleggera V4

Confezionata da Dainese, in taglia standard o su misura ordinabile attraverso il configuratore solo per i possessori di Superleggera V4, la tuta intera Superleggera V4 è il capo ideale per vivere le emozioni estreme di questa moto in pieno comfort e con il massimo controllo e sicurezza. È realizzata in pelle di canguro, resistente, morbida e con ampie zone ventilate, e rifinita da preziose protezioni in titanio e dalla tecnologia del sistema airbag |D |air® integrato.

Impreziosita dall’esclusivo design realizzato da Aldo Drudi ispirato alla livrea della Superleggera V4, è stata realizzata per permetterti di dare il massimo in pista grazie anche all’avanzato sistema elettronico integrato che permette di raccogliere dati sulle tue prestazioni in sella.

 

Materiali performanti

Ducati ha scelto la pregiata pelle di canguro per ottenere il miglior rapporto tra resistenza meccanica e leggerezza. Con uno spessore inferiore al centimetro e il peso ridotto, questo sofisticato materiale assicura alla tuta straordinaria ergonomia e traspirabilità, assieme a un’eccellente resistenza allo strappo e all’abrasione.

Viene completata da resistenti inserti in tessuto S1, inserti elastici biassiali e microelastici pensati per aumentare la robustezza della tuta ed elevare il feeling e il comfort del pilota.

Protezione e sicurezza

Non solo un capo tecnico perfetto per accompagnare le massime prestazioni, ma un vero e proprio concentrato di tecnologia progettato per garantire la totale sicurezza. La tuta Superleggera V4 è dotata del sistema airbag |D |air® racing integrato che copre spalle, collo, clavicole e torace superiore. Si attiva in modo elettronico, senza bisogno di connessione fisica alla moto, in caso di scivolata con rotolamento e highside a velocità superiori ai 50 Km/h.

A completare l’allestimento di sicurezza, la tuta è munita di protezioni integrate premium come gli inserti in titanio dedicati su spalle gomiti e ginocchia e gli slider gomito intercambiabili, perfetti per affrontare lo scorrimento in curve col pieno controllo.

Casco Superleggera V4

Nato per il circuito, Il casco Ducati Corse Carbon 2 Superleggera V4 è la protezione più esclusiva che puoi indossare per scendere in pista. La calotta esterna è in fibra di carbonio di derivazione aeronautica fissata con una resina speciale che conferisce grande resistenza e leggerezza. La decorazione esclusiva dedicata alla Superleggera V4 è totalmente fatta a mano da esperti artigiani giapponesi, con la possibilità di integrare le tue personalizzazioni grafiche.

 Tecnologia sicura

Il casco Ducati Corse Carbon 2 Superleggera V4 è uno dei caschi più esclusivi che siano mai stati realizzati. Nasce dalla stessa tecnologia del casco GP-6 RC sviluppato per uso in Formula 1. È formato da una calotta esterna in fibra di carbonio leggera, composta da ben undici strati applicati attraverso una minuziosa procedura manuale. Una tecnologia di derivazione aerospaziale che si traduce in un accessorio che coniuga elevata leggerezza a sicurezza: la formula giusta per realizzare le prestazioni più pure in sella a una moto da sogno.

SBK Experience

IL SOGNO, IL BATTICUORE, LA MERAVIGLIA.

  

Emozioni insuperabili

Ducati e Ducati Corse offrono a tutti i proprietari del Project 1708 l’opportunità di guidare le moto derivate di serie più potenti, iniziando dalla nuovissima Panigale V4 2020, per poi passare al Project 1708 e concludere la giornata sulla Panigale V4 R 2020 del campionato SBK.

Un’esperienza ispirata al Project 1708

Non ci sono parole per esprimere le sensazioni che si provano in sella a una moto del campionato mondiale Superbike.

Il sogno, il batticuore, la meraviglia. L’esperienza che ogni appassionato di moto da corsa ha sempre desiderato. L’emozione insuperabile che ruba il sonno a tutti i piloti. È proprio questo il senso della Ducati SBK Experience.

Trascorri una giornata all’Autodromo del Mugello con le nostre moto più performanti, presentate dai nostri esperti DRE. Impara i trucchi segreti e ascolta i consigli del collaudatore ufficiale Ducati, Michele Pirro. Concludi la giornata con una straordinaria esperienza alla guida della Panigale V4 R Superbike ufficiale della squadra Aruba.it Racing – Ducati.

L’esperienza si svolgerà al Circuito del Mugello il 10, 29, 30 luglio e il 18, 19 agosto 2020. Sarai contattato direttamente da Ducati Motor Holding per partecipare all’evento.

Sali in sella e provala.

Vivi l’emozione.

L’esperienza è singola, personale e riservata a chi entro il 30 giugno avrà versato la caparra del 20% per la moto. Ducati confermerà a ogni iscritto l’effettiva partecipazione dopo aver contattato direttamente il cliente ed aver verificato il rispetto delle seguenti condizioni richieste.

Requisiti fisici

Il partecipante deve essere in condizioni psico-fisiche ottimali, soprattutto per quanto riguarda i seguenti organi e apparati sollecitati nella guida di moto in condizioni estreme: muscoloscheletrico, osteoarticolare e locomotore, neurologico, visivo, uditivo e cardiovascolare. Deve avere un’età compresa tra i 25 e i 65 anni, un peso massimo di 100 kg (senza equipaggiamento) e un’altezza massima di 200 cm. L’indice di massa corporea (BMI) deve essere compreso tra 17,51 e 30 “BMI=” (P[kg])/(h^2 [m]) (P = peso espresso in kg / h = altezza espressa in metri).

Requisiti necessari prima dell’evento

Entro il 30 giugno 2020 il partecipante dovrà inviare alla segreteria experience (sbkexperience@ducati.com) la documentazione richiesta dal regolamento, fornita da Ducati. Una copia della patente di guida, la manleva di partecipazione di Ducati firmata dal partecipante ed il report medico fornito da Ducati, compilato e firmato dal proprio medico curante.

Requisiti necessari durante l’evento

Il giorno dell’evento, ogni partecipante dovrà ricevere il nulla osta a partecipare dal Centro Medico predisposto da Ducati e una valutazione positiva - ad insindacabile giudizio dell’Organizzatore - della capacità di guida in pista.

MotoGP Experience

L'ESPERIENZA PIÙ STRABILIANTE CHE UN PILOTA POSSA MAI SOGNARE.

  

Un'occasione unica per salire in sella

al nuovissimo prototipo GP20 per la MotoGP.

Un’occasione irripetibile

Una Ducati MotoGP è il veicolo da corsa su due ruote più veloce al mondo. La vetta delle capacità di prototipazione di Ducati Corse. Guidare una Ducati GP è l’esperienza più strabiliante che un pilota possa mai sognare.

Sali in sella alla Desmosedici GP20

Il 23 gennaio 2020 Ducati ha presentato al mondo la nuova GP20.

E anche se sembra incredibile, ti faremo provare lo stesso modello su cui Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci gareggeranno nella prossima stagione del Motomondiale.

La MotoGP Experience è un’altra delle opportunità a pagamento riservate solo a 30 dei futuri proprietari della Superleggera V4. Il programma prevede una giornata con un i migliori istruttori Ducati, il riscaldamento in pista per conoscere i segreti del Project 1708 e un finale mozzafiato con 4 giri sulla nuovissima Desmosedici GP20.

L’esperienza si svolgerà all’Autodromo del Mugello il 9 e 28 luglio 2020 (le date potrebbero subire modifiche in caso di maltempo o qualora Ducati ritenga che non vi siano le condizioni di sicurezza per lo svolgimento dell’evento). Verifica con il tuo Concessionario la disponibilità dei posti.

MotoGp Experience è singola, personale e riservata a chi entro il 30 giugno avrà versato la caparra del 20% per la moto e di 4.000 € per l’esperienza. Ducati confermerà a ogni iscritto l’effettiva partecipazione dopo aver verificato il rispetto delle seguenti condizioni richieste.

Requisiti fisici

Il partecipante deve essere in condizioni psico-fisiche ottimali, soprattutto per quanto riguarda i seguenti organi e apparati sollecitati nella guida di moto in condizioni estreme: muscoloscheletrico, osteoarticolare e locomotore, neurologico, visivo, uditivo e cardiovascolare. Deve avere un’età compresa tra i 25 e i 60 anni, un peso massimo di 100 kg (senza equipaggiamento) e un’altezza massima di 200 cm. L’indice di massa corporea (BMI) deve essere compreso tra 17,51 e 30 “BMI=” (P[kg])/(h^2 [m]) (P = peso espresso in kg / h = altezza espressa in metri).

Requisiti necessari prima dell’evento

Entro il 30 giugno 2020 il partecipante dovrà inviare alla segreteria experience (motogpexperience@ducati.com) la documentazione richiesta dal regolamento, fornita da Ducati. Una copia della patente di guida, la manleva di partecipazione di Ducati firmata dal partecipante ed il report medico fornito da Ducati, compilato e firmato dal suo medico curante. 5 giorni prima dell’evento, il partecipante dovrà aver pagato il saldo del Prezzo e inviato la ricevuta alla segreteria.

Requisiti necessari durante dell’evento

Il giorno dell’evento, ogni partecipante dovrà:

• Ricevere il nulla osta a partecipare dal Centro Medico predisposto da Ducati

• Superare un breve test scritto che dimostri di aver assimilato le informazioni fornite durante il briefing tecnico sul veicolo MotoGP ed in particolare sull’uso e comprensione del comando cambio, dei freni e delle segnalazioni sul dashboard.

• Ottenere una valutazione positiva della capacità di guida in pista.

Tutte le valutazioni sono a insindacabile giudizio degli organizzatori.

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