Visivamente potente,
intellettualmente elegante.

Ritenuto da molti il più importante graphic designer del 20°
secolo, nel 1996 Massimo Vignelli realizza il “Programma di
Identificazione Visiva“ di Ducati Motor Holding.

Massimo Vignelli è ritenuto da molti il più importante graphic designer del 20° secolo e sicuramente tra i più importanti designer della storia contemporanea. 

Progettista del sistema di wayfinding della Metropolitana di New York, oltre che delle identità di brand quali Knoll, Poltrona Frau, American Airlines, Benetton, Bloomingdale, Ford e IBM, Massimo appone la sua firma anche su un momento cruciale della storia di Ducati Motor Holding.

Nel 1996 accade qualcosa di speciale: Ducati prende coscienza di se stessa e del proprio valore internazionale. Il cambio di management, l’uscita di modelli milestones come 916 e Monster e i trionfi nel campionato Superbike portano a una nuova consapevolezza, a una nuova visibilità internazionale. 

Per completare l’evoluzione serve un cambio di passo anche in termini di brand. La necessità di definire e coltivare i valori di marca e di costruire un vero e proprio brand statement in una grammatica condivisa porta Ducati a contattare Massimo Vignelli, per creare quello che allora viene definito il “Programma di Identificazione Visiva”.

Massimo & Ducati

Trasformare lo stile in un codice.

Il fatto che il prodotto di identità visiva venga definito “programma” e non “manuale” già parla chiaro. Quest’attività di definizione di brand rappresenta per Ducati un momento di inizio, non di fine. 

C’è la piena volontà di iniziare un percorso di crescita e posizionamento internazionale, e per la prima volta si realizza che “La forza di impatto della nostra identità è direttamente proporzionale alla coerenza della comunicazione visiva che sapremo sviluppare.”

Globale e italiano.
Moderno e senza tempo.

Affermare per immagini.

Così nasce il marchio Ducati del 1996, per creare un’immagine aziendale di Ducati comprensiva, che fosse allo stesso tempo moderna e senza tempo, profondamente radicata nella tradizione italiana. Il nuovo logo, sviluppato in collaborazione con l’Ufficio Grafico Ducati, fa il suo debutto su tutti i modelli fabbricati nel 1998. Il logo, che trova una delle sue fonti d’ispirazione nel 450 Desmo del 1970, richiama i caratteri moderni che erano apparsi sul 750 Sport, protagonista di uno storico trionfo ad Imola nel 1972. Il marchio, una significativa “D” dinamica, è stato preso diretamente dalla classica aquila Ducati, presente sulle amatissime Diana, Daytona e Mach degli anni Sessanta.

Alimentare l’evoluzione.

L’evoluzione in Ducati è sempre stata continua. Eppure, parte della rivoluzione dell’immagine progettata da Massimo è ancora oggi presente. In senso pratico nel logotipo, ma in senso più alto nella cura maniacale della propria identità di stile, che Ducati cura come il bene più prezioso.

Massimo & New York City

Se lo fai bene durerà per sempre.

A partire dagli anni sessanta, Massimo Vignelli è stato uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica internazionale, principalmente attraverso la diffusione della metodologia modernista con Unimark International. Nel 1972, due anni dopo aver curato insieme al suo socio e collega Bob Noorda l’immagine coordinata dell’intero sistema dei trasporti newyorkesi, Vignelli realizza la celebre mappa della metropolitana di New York: un diagramma astratto della rete metropolitana dove ogni linea è identificata da un colore diverso ed ogni fermata è identificata da un pallino. La mappa è considerata da molti l’opus magnum di Vignelli ed è presente nelle collezioni di diversi musei, fra le quali la collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMA) di New York.

Un design che non dorme mai.

La mappa è particolarmente amata da molti designer, che ne apprezzano l’estrema purezza formale e la chiarezza dell’informazione, derivanti dal suo spazio astratto e dal brillante uso della geometria. Ma l’intera estetica della mappa influenza ancora oggi l’immaginario colletivo. È impossibile attraversare New York senza rendersi conto dell’impatto del sistema grafico della metropolitana sull’aspetto dell’intera città. La mappa del 1970 non è più in uso, ma, come per ogni progetto di vero design, la firma di Vignelli su New York ha lasciato il segno.

Foto gentilmente concesse da Vignelli Center for Design Studies, Collezione fotografica personale Vignelli

Redline
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