Un mondiale che corre sul filo dell’imprevedibilità, una cavalcata avvincente in cui nulla, o quasi, è come si potrebbe pronosticare, dove ogni GP è una storia a parte spesso non in linea con la gara precedente in una trama meravigliosa che ci terrà con il fiato sospeso fino alla fine. Su un circuito in cui tutti si aspettavano di vederci storici protagonisti abbiamo invece faticato, non v’è dubbio e s’è visto. Complimenti ai nostri avversari per una vittoria tanto inseguita ed altrettanto meritata, che sportivamente non può non emozionare per il momento ed il contesto in cui l’hanno agguantata.
Chiudiamo un week end difficile con un Marc che ha fatto la sua parte, come sempre, ma che ha dovuto anche misurarsi con anomalie tecniche che ne hanno condizionato la prova. Dopo sabato mattino pensavamo obiettivamente di poter fare di più ma già dalla Sprint, che ci ha visto comunque secondi, abbiamo capito che non sarebbe stato facile. Infatti, domenica è svanito pure il podio per un problema che ad inizio corsa lo ha fatto uscire di pista rifilandolo nelle retrovie e costringendolo ad una rimonta inaspettata. Un vero peccato perché aveva il passo dei migliori. Alla fine, è venuto un quinto posto e una generale prestazione sottotono di tutte le nostre moto su un tracciato che ci aveva sempre visto dominare. In questo mondiale è importante anche la capacità di soffrire e di mantenere la concentrazione, di non mollare anche quando sei lontano dal podio per portare a casa dei punti preziosi che tanto valgono per come arrivano.
Pecco chiude al settimo posto: un buon risultato che è un segno di presenza e orgoglio, ha lavorato bene per tutto il fine settimana segnando un’inversione di tendenza rispetto alle ultime gare. Stiamo parlando di un campione del mondo che merita altro, ma l’importante è aver fatto il primo passo, sono convinto che nelle prossime gare altri ne seguiranno.
Forza Ducati!