Lo si diventa la prima volta che un motore accende qualcosa che va oltre il suono. La prima volta che una moto smette di essere un mezzo e diventa appartenenza.
Al World Ducati Week del Centenario, questa scelta era ovunque. Nei 257 Ducati Official Club arrivati da 94 nazioni, con le loro bandiere una accanto all’altra. Nelle 118.036 presenze che, per la prima volta nella storia del WDW, hanno portato l’evento oltre quota 100.000. Nei 18 chilometri di Ducati in parata, un convoglio che ha impiegato 40 minuti solo per lasciare il circuito. Nei Ducatisti arrivati da lontano, anche da India e Cina, dopo giorni di viaggio in sella alla propria moto.
Era nel paddock che si riempiva all’alba e non si svuotava mai. Nelle sere passate tra moto parcheggiate e storie scambiate con chi, fino al giorno prima, era un volto sconosciuto. Nelle tute consumate di chi guida da trent’anni e in quelle nuove di chi ha appena cominciato. Ma anche nel lavoro di chi, dentro Ducati, ha reso possibile ogni dettaglio di questo appuntamento irripetibile.
Diventare Ducatista è una scelta personale, ma è nella community che quella scelta trova il suo significato più profondo: qui una passione diventa appartenenza e una storia prende vita, scrivendosi insieme, giorno dopo giorno.