Se ti diciamo Crossover…a cosa pensi?
Il Crossover è un metodo che la persona talentuosa applica per inventare qualcosa, con gli elementi che ci sono già. Tutto nasce dal Crossover: in musica si possono fare infinite combinazioni, per esplorare territori nuovi. Ma questo vale anche nel progettare le moto, come nel caso della Multistrada o le Hypermotard e gli Scrambler, che sono nate da universi mixati. Ci sono funzioni primarie che devi rispettare, il resto lo fa la creatività. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma: vista così, la Legge della Conservazione della Massa di Lavoisier è una legge sulla creatività.
Progettare una moto è quindi un atto creativo, oltre che tecnico?
Realizzare una moto è come realizzare un'opera musicale: c'è cultura, tecnologia, cura, artigianalità, innovazione, esplorazione. Perché le moto, in particolare le Ducati, sono un prodotto dell'ingegno italiano che dà emozione molto più di altri. Dietro alla realizzazione di quel prodigio che stai guidando ci sono notti insonni di persone che l'hanno progettata con impegno e sudore. È lo stesso lavoro che fa il musicista con il proprio disco e merita rispetto.
Cosa rende uniche le Ducati, secondo te?
Ducati ha potenza ed eleganza, che compongono un mix fortissimo. Mi attira l’affidabilità, il design, la loro “voce”, inconfondibile. La vibrazione che ti dà il motore arriva dritta dentro di te. La XDiavel per esempio, ha una curva di coppia a prova di metronomo, perfetta. Tanto che sto pensando di fare un DJ-set con il microfono vicino allo scarico…Prendo il ritmo del minimo del motore e poi comincio a mixare da quei bpm lì. Anzi…da quei bpr lì.