Esistono luoghi che sopravvivono al tempo, alle epoche e agli uomini. Sui loro pavimenti, i solchi di chi ha visto passare molte vite; sui muri, le rughe dei vecchi saggi; e tra le stanze vuote, l’eco di storie che nessuno racconterà mai. Le masserie, con le loro radici di tufo affondate nella terra rossa della Puglia, fanno parte di questa categoria.
Chi ha visitato una masseria, lo sa: la prima volta si entra un po’ in punta di piedi, con quella deferenza che si prova al cospetto di qualcuno che ha vissuto parecchio più di noi, e con la sensazione di non poterne ignorare il passato. E, in effetti, è così. Difficile non immaginarla alla fine dell’800: le stalle piene di cavalli, le schiene curve dei braccianti la sera, i passi del massaro negli appartamenti padronali e i ritmi lenti della campagna.
Oggi, nelle centinaia di masserie che costellano la Puglia, molto è rimasto intatto: l’atmosfera che si respira tra gli ampi cortili e nelle stanze, per esempio, con quella dignitosa eleganza e il fascino antico di un mondo rurale vivo più che mai. Molte cose, invece, sono cambiate. E in meglio: la cura per i dettagli, l’attenzione al nuovo e la voglia di reinventarsi sono frutto di uno spirito conservativo e innovativo allo stesso tempo. Lo spirito di chi ha capito che per tenere in vita il passato, serve guardare al futuro.
Come sempre, il modo migliore per scoprirle è andarci di persona. E allora, ecco qualche tappa che vi tornerà utile durante il prossimo viaggio on the road in Puglia.