Vittoria costruita giro dopo giro

L'appuntamento in Giappone ha la forma e la sostanza di un altro week end perfetto per Marc con il suo sesto successo stagionale in MotoGP, tutti compresi nelle ultime nove gare. Firma altresì la quinta doppietta di quest'anno dopo l'affermazione di sabato nella Sprint. Si accompagna alla mia soddisfazione personale, fatemelo dire, per aver colto la 100esima vittoria Ducati in questo meraviglioso percorso tecnico ed umano iniziato un po' di anni fa: un grande e ambizioso Progetto condiviso con dei collaboratori tanto capaci nel loro mestiere quanto validi come persone. Quale migliore occasione per ringraziare tecnici, piloti e tutti quelli che hanno fatto sì che tutto ciò si realizzasse e che ora continui ad evolvere. 

Ma torniamo alla gara di domenica e in generale ad un fine settimana in cui Marc ha lasciato il segno del Campione oltre ad incassare 37 punti e recuperarne 10 in classifica. Una vittoria, quella nel GP, costruita giro dopo giro: ha studiato l’avversario per poi superarlo a metà gara con una grande manovra, preparandosi successivamente il distacco e il trionfo finale con due giri veloci fatti segnare nei momenti decisivi. Una gestione di corsa pressoché magistrale, proprio così, ha eseguito il compito come meglio non si poteva. Di questo c'era bisogno e questo ha fatto su un circuito in cui doveva dare il meglio per recuperare. Non a caso è la sua 4a vittoria qui, un altro piccolo record che dice come egli sia sempre pronto a sfruttare le occasioni favorevoli. Granitico da sembrare freddo con una spiccata autorevolezza, chirurgico, veloce, razionale, pulito, tanti sono gli aggettivi che si addicono a lui in una prova come questa. Domina senza lasciare spazio a repliche ma anche senza prendere rischi inutili.

Bene o male la sua è stata, per motivi diversi, l’unica Ducati al traguardo nelle posizioni che contano. La seconda nostra moto sotto la bandiera a scacchi è quella di Pecco, che dopo un fine settimana iniziato male riesce a chiudere ottavo in gara lunga. Un risultato molto modesto se pensiamo al suo dominio qui lo scorso anno, ma incoraggiante se in esso intravediamo la determinazione del campione che è.

Particolarmente difficile è stata la scelta della gomma posteriore nella gara. La riasfaltatura della pista, come spesso succede, porta con se un aumento importante del grip ma anche un aumento delle temperature delle gomme. Quest’ultimo aspetto può danneggiarle in maniera importante al di la della normale usura. Ed è esattamente quello che è successo a Motegi. Importante dire che sia noi sia i tecnici Michelin eravamo preparati a questo evento, loro portando una carcassa più dura, quella utilizzata a Spielberg, per diminuire la temperatura delle coperture, noi studiando con i nostri modelli termici di calcolo della gomma un insieme di parametri (di motore, elettronica e telaio) che potessero garantire lo stesso abbassamento ma utilizzando la gomma media. Nel warm up abbiamo poi scelto la configurazione più performante tra le due. 

Finora nulla è stato fatto, dobbiamo ricordarcelo sempre. Ripartiamo da qui in tutti i sensi visto che la testa è già in Indonesia dove fra qualche giorno riscenderemo in pista per un’altra tappa di quella che è l'emozionante volata verso il titolo. Ogni GP è una storia a sé, l’abbiamo già detto è vero ma del resto le gare e l’alternanza dei risultati non smettono di ricordarcelo. Con un pensiero ai nostri fantastici tifosi: Forza Ducati!