Anatomia
della
velocità

Redline Magazine 01/2019 > Aerodinamica

Uno sguardo ravvicinato
alla moto dei record

La Desmosedici 2019 rappresenta la massima evoluzione delle Ducati da MotoGP. Al centro di tutto c’è lui, il motore desmodromico quattro cilindri a V con albero motore controrotante. I valori di potenza e regime massimo sono custoditi gelosamente all’interno del reparto Corse, ma le prestazioni motoristiche sono sotto gli occhi di tutti, e sono da riferimento per la categoria.

C’è poi l’aerodinamica, che in questa Desmosedici raggiunge livelli di eccellenza, con un sistema di profili alari ad alta efficienza inglobati magistralmente nelle forme vincolate dal regolamento tecnico. Completa il tutto il comparto telaistico. Il forcellone in materiali compositi garantisce la massima efficienza e leggerezza sulle masse non sospese, e si unisce al telaio in alluminio di tipo perimetrale anch’esso frutto di un continuo sviluppo volto a migliorare la maneggevolezza e la velocità di percorrenza in curva.

Sulle ali
della storia

Una pietra miliare
per l'aerodinamica nella MotoGP

Marzo 2015, circuito di Losail, Qatar. La GP15 scende in pista con due piccole appendici ai lati della carenatura, e Andrea Dovizioso conquista la pole con un tempo sensazionale. Con l’introduzione delle ali, inizia una fase di sviluppo aerodinamico nella MotoGP senza precedenti. Un processo che raggiungerà il suo apice nel campionato 2018, quando tutte le case costruttrici proporranno una gamma di soluzioni aerodinamiche mai così varia e diversificata.

Il nuovo Regolamento FIM obbligherà a una progressiva e costante limitazione delle forme esterne. Questo però non influirà sull’approccio di Ducati, i cui progressi nello studio dell’aerodinamica sono stati un fattore decisivo per i successi di questi ultimi anni.

Tutta la
forza del vento

Come la resistenza
si trasforma in velocità

Racing è sinonimo di avanguardia tecnologica, ma quando si tratta di studiare l’aerodinamica tutto parte, ancora oggi, da un semplice foglio di carta. È una matita a disegnare il flusso d’aria che si genera intorno alla moto e al suo pilota, in ogni fase di guida: quello della resistenza all’avanzamento, che determina la velocità massima raggiungibile dalla moto, e quello della forza verticale, che incide sulle fasi di frenata, accelerazione e percorrenza della curva.

Questi sketch vengono poi tradotti in linguaggio informatico. Convertiti in superfici CAD, sono inseriti in un modello Computational Fluid Dynamics, un potente strumento di simulazione virtuale che permette di rappresentare l’andamento di pressione e velocità in tutto il volume circostante il veicolo, e testare diverse configurazioni della moto.

Tre fasi per guidare
lo sviluppo aerodinamico

Quelle con i risultati più promettenti passano allo step successivo, la sperimentazione in galleria del vento. Qui le forze aerodinamiche sono riprodotte convogliando un flusso d’aria su un modello in scala 1:1 della moto, rivestita di materiale prototipale con componenti sostituibili in ogni minima parte per individuare la geometria con la migliore prestazione aerodinamica.

La prova
della pista

“Ottimo felling sull'anteriore,
frenate molto più efficienti”

Jack Miller, Sepang 2018

 

Nella fase finale dello sviluppo aerodinamico, la configurazione individuata in galleria del vento viene adattata alle esigenze della moto reale. Le parti prototipali sono riprogettate per essere costruite in piccola serie, con materiali più leggeri e resistenti, e per essere sottoposte al giudizio della pista, sintetizzato da tempo sul giro, identificazione delle forze aerodinamiche e commento del pilota collaudatore. Se l’esito è positivo, la produzione del pacchetto viene avviata subito, per equipaggiare i piloti ufficiali il prima possibile.

Componenti della carenatura, appendici alari, condotti di raffreddamento: ogni superficie del veicolo bagnata dall’aria è simulata al computer, ottimizzata in galleria del vento e provata in pista. È grazie a questo processo, ripetuto regolarmente nel corso dell’anno, che Ducati può ricercare performance migliori e più sicure in gara, aumentare il livello di comprensione dell’aerodinamica ed esplorare soluzioni sempre innovative e originali.

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