DRE TRAVEL ADVENTURES

Nord Italia

Expedition Master
Nord Italia

8 giorni e 1.800 km lungo le strade più belle d’Italia che ripercorrono il Gran Tour dell’800, alla scoperta della storia e della cultura del Paese, in sella alle Ducati Multistrada V4 S e V4 Rally

La partenza dal World Circuit Marco Simoncelli di Misano, in occasione del WDW del centenario, dà il via a un’avventura indimenticabile: prima tappa a Venezia, poi verso Cortina d’Ampezzo per raggiungere le Alpi e attraversare alcuni dei passi di montagna più famosi e iconici al mondo, come il Pordoi e lo Stelvio a 2.757 m. 

Discesa verso il Lago di Como, Lago di Garda, visita a Verona e Mantova, fino all’arrivo al leggendario Museo Ducati di Borgo Panigale

Un viaggio che celebra la passione per la guida, l’eccellenza italiana e il piacere di vivere la strada su due ruote. 

Come ci si iscrive al viaggio?

La partecipazione al viaggio è soggetta a selezione da parte del Team Experience. Per candidarsi, è necessario compilare il form disponibile nella pagina dedicata al singolo viaggio. Una volta verificati i requisiti di partecipazione e ricevuta la conferma scritta dal Team Experience, il partecipante verrà contattato dal Tour Operator ATPI Travel Motorsport , organizzatore del viaggio, per completare l’iscrizione.

Rivivi il viaggio 2025.

Tra Maranello, Sant’Agata e Borgo Panigale: l’eccellenza dei motori italiani

Il pomeriggio ha inizio con la partenza da Bologna, punto di partenza per un itinerario immersivo tra i simboli dell'eccellenza motoristica emiliana.

La prima tappa è Maranello, città simbolo del mito Ferrari. Qui, una visita guidata permette di esplorare il Museo Ferrari, con un affascinante percorso tra auto da sogno, tecnologia all’avanguardia e una storia leggendaria. L’esperienza include anche una panoramica sul circuito di Fiorano – pista riservata ai test ufficiali delle vetture – e una visita esclusiva alle aree produttive, dove design e ingegneria si fondono sotto l’influenza di grandi nomi dell’architettura contemporanea, tra cui Renzo Piano e Mario Cucinella.

La giornata prosegue verso Sant’Agata Bolognese, sede storica del brand Lamborghini. All’interno del Museo Automobili Lamborghini, l’evoluzione del marchio prende forma attraverso modelli iconici – dalla leggendaria Miura alla potente Aventador – fino alle ultime innovazioni ibride come la Sian e la nuova Countach. Un viaggio attraverso sessant’anni di stile, prestazioni e avanguardia. 

Dopo una prima parte dedicata alle quattro ruote, il viaggio prosegue a Bologna, precisamente nel quartiere di Borgo Panigale, cuore pulsante del mondo Ducati. Qui, ogni dettaglio racconta una passione profonda per le due ruote, a partire dal parcheggio aziendale, popolato da moto dei dipendenti stessi.

La serata prende vita con la visita al Museo Ducati, un luogo iconico che accoglie i visitatori con un suggestivo teatro a forma di casco. Il percorso espositivo spazia tra modelli leggendari come le Desmosedici MotoGP, la Cagiva Elefant vincitrice della Dakar 1990 e una ricca collezione di monocilindrici e bicilindrici a L, veri simboli dell’ingegneria italiana. Particolarmente affascinante la sezione dedicata alla distribuzione desmodromica, esposta in maniera chiara ed evocativa. Tra le curiosità, anche la Sogno, l'elegante fotocamera 18x24 mm prodotta da Ducati fino al 1952, un vero oggetto da collezione che veniva donato ai clienti con l’acquisto di una moto.

A seguire, un aperitivo di benvenuto e un briefing introduttivo aprono una serata speciale, conclusa con una cena esclusiva all’interno del museo. Un’occasione unica per vivere da vicino l’atmosfera Ducati e condividere esperienze in un contesto ricco di fascino e adrenalina.

Dalle curve della Futa al cuore del Mugello

Un’esperienza irripetibile per ogni appassionato: mettersi in sella alle Ducati Multistrada – nelle versioni V2 S e V4 S – e percorrere gli stessi itinerari montani dove questi modelli sono nati, testati e perfezionati. Un viaggio straordinario tra i passi più spettacolari dell’Appennino tosco-emiliano.

È proprio lungo valichi iconici come la Futa e la Raticosa che, oltre vent’anni fa, i collaudatori Ducati trovarono il terreno perfetto per dare forma a una moto capace di adattarsi a ogni condizione stradale. Un tributo al territorio che ha forgiato il carattere della Multistrada, tanto che inizialmente si pensò perfino di chiamarla "Futa", in onore di queste curve leggendarie.

Curve, tornanti e panorami mozzafiato diventano il palcoscenico di un riding test immersivo, tra tecnica, emozione e libertà assoluta su due ruote.

A coronamento di un’esperienza unica tra motori, storia e design, la giornata si apre con l’arrivo all’autodromo del Mugello, uno dei circuiti più iconici del motociclismo mondiale.

Qui, l’emozione della MotoGP si vive in prima persona, grazie a un posto privilegiato nella Tribuna Ducati al Correntaio, uno dei punti più spettacolari della pista. Ogni passaggio diventa un concentrato di adrenalina e passione, in un’atmosfera carica di entusiasmo e tifo.

Un modo perfetto per concludere un itinerario immersivo nel cuore della Motor Valley, tra eccellenza tecnica e amore per le due ruote.

Curve, storia e leggenda: verso le vette del Giau

La giornata inizia con un itinerario che unisce paesaggi e suggestioni diverse: dalle dolci colline bolognesi e i valichi dell’Appennino, il viaggio prosegue in direzione nord, attraversando autostrade e arterie veloci fino a raggiungere l’imponenza delle Alpi e il cuore delle Dolomiti.

Al chilometro 160, una sosta speciale arricchisce il percorso: il DAR – Dainese Archivio Ricerca, centro espositivo e archivio storico dell’azienda vicentina. Un luogo dove l’innovazione e la passione per la sicurezza in moto si trasformano in cultura, ricerca e design. 

Proseguendo il viaggio verso nord, il tracciato inizia a regalare emozioni autentiche al chilometro 254, con le Scale di Primolano: una serie di curve scolpite nella roccia che segnano l’ingresso nel cuore dell’arco alpino.

Da qui, gli ultimi 72 chilometri rappresentano un vero e proprio inno alla guida. Tornanti perfetti, salite immersive e paesaggi mozzafiato accompagnano fino ai 2.236 metri del Passo Giau, uno dei valichi più spettacolari e iconici dell’intero arco dolomitico. Un traguardo simbolico per chiunque ami la guida in montagna e il contatto con la natura.

La giornata si conclude a Cortina d’Ampezzo, elegante località alpina nota per il suo stile e per lo sguardo già rivolto alle Olimpiadi Invernali del 2026. Tra cene in quota, scorci incantevoli e un’atmosfera frizzante, si chiude una tappa memorabile all’insegna della bellezza, dell’adrenalina e della passione per la strada.

Dieci passi, un viaggio tra le Dolomiti

Una giornata che non ha bisogno di presentazioni per chi ama la strada: la tappa regina delle Dolomiti, rappresenta il punto più alto, in ogni senso, di questo viaggio. Un percorso leggendario che attraversa dieci passi alpini, offrendo un’incredibile varietà di curve, pendenze, panorami e suggestioni.

Falzarego (2.109 m), Valparola (2.192 m), Gardena (2.121 m), Sella (2.244 m), Pordoi (2.239 m), Fedaia (2.057 m), Costalunga (1.745 m), Nigra (1.690 m): una sequenza di nomi che, già da soli, evocano libertà, avventura e meraviglia. Ogni passo regala una prospettiva diversa, ogni chilometro è un invito a rallentare, respirare e lasciarsi ispirare dal paesaggio.

A completare l’esperienza, la salita in funivia verso il Lagazuoi, oltre i 2.700 metri, per un momento di pausa con vista "sul tetto del mondo". Ma il viaggio non si ferma alla superficie: la discesa attraversa una trincea scavata nella roccia durante la Prima Guerra Mondiale, un percorso emozionante che unisce memoria storica e bellezza naturale in un’unica, intensa esperienza.

Dopo aver attraversato alcuni tra i più spettacolari passi delle Dolomiti, il percorso prosegue verso una delle perle paesaggistiche dell’Alto Adige: il lago di Carezza. Qui le moto vengono lasciate per una passeggiata rigenerante attorno allo specchio d’acqua dai riflessi cangianti, incorniciato da fitti boschi e dalle imponenti vette del Latemar. Un momento di calma e contemplazione, immersi in un paesaggio fiabesco.

Nel tardo pomeriggio si giunge a Merano, elegante città termale ai piedi delle Alpi, dove ad attendere i partecipanti c’è il centro benessere dell’hotel. Un’occasione perfetta per rilassarsi, recuperare le energie e concludere una giornata intensa con un meritato momento di quiete, tra comfort e atmosfera alpina. 

Curve d’alta quota, orizzonti mediterranei

Qual è il paesaggio più impressionante: le maestose Dolomiti o le spettacolari strade d’altissima quota delle Alpi Occidentali? Nel dubbio, questo itinerario sceglie di viverli entrambi.

La giornata si apre con un’icona assoluta: il Passo dello Stelvio. Con i suoi 2.758 metri di altitudine, è stato per anni la strada asfaltata più alta d’Europa, e ancora oggi rappresenta una delle mete più ambite dagli appassionati delle due ruote.

Attraversarlo all’inizio della stagione significa trovarsi in un paesaggio surreale: appena riaperto dopo il lungo inverno, il passo è fiancheggiato da pareti di neve che in alcuni tratti possono superare i cinque metri. In cima, un piccolo villaggio alpino, una stazione sciistica e il bancomat più alto d’Europa testimoniano l’unicità di questo luogo, dove natura, ingegno e passione si incontrano in un contesto straordinario.

Non a caso, lo Stelvio è una delle strade più amate dai motociclisti di tutto il mondo.

Il viaggio continua con un susseguirsi di scenari mozzafiato e strade che restano nella memoria. Dopo lo Stelvio, la giornata prosegue lungo il suggestivo Passo Gavia, uno dei più selvaggi e autentici dell’arco alpino, incorniciato dai laghi Bianco e Nero e da un’atmosfera che richiama l’avventura d’alta quota.

La salita al Passo del Tonale (1.883 m) introduce un nuovo capitolo dell’itinerario: dalle altitudini estreme si scende gradualmente verso paesaggi più dolci, fino a raggiungere Madonna di Campiglio, una delle località montane più rinomate d’Italia, celebre per la sua eleganza e la sua storia legata agli sport invernali.

Il gran finale si svolge in un ambiente completamente diverso: a soli 70 metri di altitudine, il Lago di Garda accoglie con un clima mite, ulivi secolari e panorami dal sapore mediterraneo. Un passaggio simbolico dal mondo alpino a quello lacustre, che chiude il viaggio con un tocco di luce, relax e bellezza italiana. 

Da lago a città d’arte: il viaggio si chiude in bellezza

L’ultima tappa del viaggio non rappresenta una semplice chiusura, ma un momento dal forte valore simbolico e culturale. È il Giorno della Cultura, un ritorno a Bologna che attraversa territori ricchi di bellezza paesaggistica e significato storico.

La partenza avviene lungo le placide sponde del Lago di Garda, seguendo un tratto di 45 chilometri che offre scorci rilassanti e panorami lacustri di grande suggestione. Un inizio dolce, immerso in un paesaggio mediterraneo fatto di ulivi, borghi e luce riflessa sull’acqua.

Con l’ingresso nella valle dell’Adige, la strada cambia ritmo: il tracciato si snoda tra due gruppi montuosi che si fronteggiano con fierezza – il Monte Baldo da un lato e l’altopiano della Lessinia dall’altro – regalando curve ampie, dislivelli e panorami sospesi tra pianura e montagna.

Un itinerario che unisce natura, geografia e memoria, accompagnando i partecipanti verso Bologna con la consapevolezza di aver completato un viaggio che rappresenta un’esperienza, un percorso, una storia condivisa su due ruote.

La giornata continua con una sosta per il pranzo a Verona, città dal fascino senza tempo. Qui, l’imponente Arena romana domina il centro, simbolo di storia e cultura che ricorda il Colosseo, ma nel cuore del Nord Italia.

Nel pomeriggio, una breve pausa caffè a Mantova regala un’altra immersione nell’arte e nell’architettura rinascimentale. L’arrivo in città è un momento suggestivo, con il profilo urbano che si staglia all’orizzonte oltre il ponte sul lago artificiale formato dal fiume Mincio.

Il viaggio si conclude nel tardo pomeriggio con la riconsegna delle moto presso la sede Ducati di Borgo Panigale. Oltre 1.500 chilometri segnano il percorso sulle due ruote, ma il vero bagaglio è fatto di emozioni, panorami e storie condivise, esperienze che rimangono ben oltre il contachilometri.