La V4 R appartiene invece a una fase completamente diversa, molto dura della tua vita.
Sì... sei anni fa ho perso mio fratello, un lutto che mi ha costretto ad affrontare un totale stravolgimento della mia vita: ho dovuto lasciare il mio lavoro a Londra, per esempio, e occuparmi di una serie di problemi legali connessi alla sua morte. E purtroppo non ho potuto tenere con me la sua Ducati 916, che aveva un profondo significato nel nostro legame.
Gli anni successivi sono stati molto difficili, tentando di riadattarmi alla nuova realtà e affrontando una relazione molto difficile nella mia vita. All'inizio di quest'anno la mia autostima era a un minimo storico, e a quel punto della mia vita mi sono chiesta, cosa mi avrebbe detto mio fratello? Mi avrebbe detto di tornare ad essere una tipa tosta e tornare in sella! E questo è quello che ho fatto: sono andata dritta al concessionario Ducati Luxembourg e ho semplicemente scelto la moto più bella che avessi mai visto: la V4 R!
E poi? Che è successo?
Non è stato così semplice, perché in concessionario mi hanno detto che tutte le V4 R erano sold out. Io, però, per qualche motivo non volevo demordere, sentivo che solo quella moto era davvero speciale per me, non riuscivo a vederne nessun’altra. Ed ecco il miracolo: dopo pochi giorni, una telefonata. C’era una V4R per me, dall’Italia! Ero senza fiato. Forse perché certi desideri ci sembrano troppo grandi per potersi avverare. E per me la V4 R era non solo la cosa più bella del mondo, ma rappresentava anche la mia sfida più grande. Perché riuscire a tornare in sella avrebbe significato iniziare a rimettere a posto le cose. E sapevo che avrei potuto farlo solo su questa Ducati.
E finalmente la tua V4 R è arrivata…
Pensa che i primi giorni ero così emozionata che non riuscivo nemmeno a dormire! La V4 R è molto, molto più di una semplice moto. Sentivo che guidarla richiedeva tutta la forza che avevo, ma allo stesso tempo me ne trasmetteva altrettanta. Non a caso l’ho chiamata “Cahira”, che nell’antica lingua irlandese significa “guerriera”. Quando poi mi sono vista in fotografia accanto alla moto ho pensato… wow, ecco cosa intendeva mio fratello per “tosta”! Ora la mia moto ha anche un soprannome: “Beastie” (ride).