La Ducati, innamorata di questo ragazzo semplice, genuino e velocissimo, gli ofre l’America: comincia così la sua avventura nel Campionato AMA 2000.
Dicembre 1999, primo test a Daytona. Bayliss non aveva mai visto le curve ovali, uscì dai box e si lanciò sul banking come se lo avesse sempre conosciuto. A sera i tecnici della marca italiana si guardarono sbigottiti: “Questo ragazzo è speciale”. Ma Daytona era un tabù per la Ducati e neanche Bayliss riuscì a sfatarlo. Cadde dopo una partenza fulminante e molti giri in testa alla 200 Miglia. Addio sogni di gloria, pensa.
“Alla 200 Miglia di Daytona, nel 2000, otenne una stupefacente pole position e condusse la corsa per la maggior pare del tempo finchè un piccolo guasto tecnico non lo costrinse al ritiro. Ci vedemmo all’Hotel Hilton di Daytona Beach e Troy mi disse:” Scusa Paolo, spero che tu non sia arrabbiato e non sia qui per licenziarmi...” Qualche settimana più tardi chiamammo Troy per sostituire Carl Fogarty prima a Sugo e poi a Monza...” Paolo Ciabatti, Sporing Director Ducati Corse.
Troy torna per qualche giorno a casa e una domenica sera il telefono squillò di nuovo. Era nuovamente Paolo Ciabatti. “Si è fatto male Carl Fogarty a Phillip Island e ci serve un pilota per sostituirlo domenica in Giappone, tu sei già in Australia e non hai impegni. Ti aspettiamo a Sugo”.
Chiude la telefonata e gli manda un biglietto aereo last minute che lo avrebbe condotto in volo per il Sol Levante.
Bayliss chiamò sua moglie Kim, inseparabile compagna d’avventure: bisognava preparare nuovamente le valigie. Troy sa che quella è l’occasione della vita. A Sugo ha la possibilità di salire in sella alla 996 ufficiale, moto che nella stagione precedente ha vinto il titolo con Fogarty. Tanto fu l’entusiasmo che Bayliss arrivato all’aeroporto di Narita si perde! Davide Tardozzi riuscì solo dopo qualche ora a ritrovare Troy per portarlo all’autodromo di Sugo.
Il weekend è una disfatta. Bayliss scatta verso la prima curva, ma la foga della partenza tradisce il centauro australiano, che scivola dopo un contatto con un pilota locale. In gara due, incredibilmente, accade la stessa dinamica, e Bayliss percorre appena 600 metri. Cade quindi in entrambe le manche alla prima curva senza riuscire a concludere nemmeno un giro. Per Troy Sugo ha il sapore di una occasione mancata, di un sogno che sembra essere già svanito.
Per la gara successiva a Donington, il team Ducati Corse, che deve cercare di salvare il campionato dopo l’infortunio di Fogarty, tenta la carta di Luca Cadalora. Luca ha alle spalle una carriera con le due tempi e un indiscutibile talento ma il passaggio a quattro tempi è tutt’altro che semplice. In Inghilterra il modenese colleziona un ritiro ed un 17° posto.