Il round italiano della Superbike, ha interrotto la lunga serie di vittorie che Alvaro Bautista era stato in grado di ottenere dal suo debutto sulla Panigale V4 R. Era prevedibile che la serie si dovesse interrompere prima o poi, l’importante ora è guardare avanti per cercare di mantenere la prima posizione nella classifica mondiale. A Imola ha invece fatto un ulteriore passo in avanti Chaz Davies che, dopo aver centrato la pole, in Gara 1 ha visto le sue velleità di vittoria andare in fumo per un inconveniente elettrico. Detto della cancellazione di Gara 2 per la copiosa pioggia che si è abbattuta sull’autodromo romagnolo, la SuperPole Race ci ha restituito un Chaz finalmente a suo agio sulla Panigale V4 R, il che fa ben sperare per il prosieguo di stagione.
Si arriva ora a Jerez, pista che la superbike bolognese conosce già bene, avendovi già svolto due sessioni di test invernali. E visto che la moto parte da un set-up già consolidato, Bautista è alla sua gara di casa e Davies ha centrato qui una doppietta nel 2016, i presupposti per ben figurare ci sono tutti.
Il tracciato spagnolo è stato recentemente riasfaltato ed il nuovo manto stradale ha una caratteristica unica che lo rende estremamente liscio. Il grip che ne consegue non è certo ottimale e fa sì che le gomme abbiano un degrado piuttosto accentuato e, soprattutto in gara, le prestazioni crollino repentinamente. La simulazione della gara che si effettuata durante i turni di prova e di conseguenza la scelta della giusta mescola è uno dei fattori chiave per avere costanza di prestazioni a Jerez.
Oltre all’usura gomme, il circuito andaluso mette sotto pressione anche altri aspetti: dalla ciclistica, vista la lunga serie di curve in appoggio di cui è dotato, ma anche i freni, che con due decelerazioni alla curva 1 e 6 impegnano gli impianti in azioni lunghe più di 200mt.