C’è un modello e un motore a cui ti senti particolarmente legata?
Il motore della 1199 Panigale R, che è quella che attualmente sta correndo nel Campionato Mondiale Superbike. Una moto davvero meravigliosa, estrema e sofisticata al tempo stesso… Sono fiera di aver lavorato all’ultimo anno del motore bicilindrico che ha fatto la storia di Ducati e del Mondiale Superbike. Un motore che, in un mondo dominato dai quattro cilindri, ha saputo vincere tanto, in Mondiali che sono stati davvero “sudati”, negli stessi anni della mia infanzia in cui mi sono appassionata di Superbike… le grandi vittorie di Troy Bayliss sono ricordi per me bellissimi, associati a questo motore e all’inizio della mia passione per le due ruote.
Molte delle innovazioni di motore che nascono per la pista trovano poi applicazione nei modelli del segmento superbike stradali. Ti va di raccontarci come affrontate questo processo che è anche una sfida progettuale?
L’alto livello prestazionale delle moto sul mercato attuale del segmento superbike è dovuto anche all’introduzione di contenuti pensati per dare il massimo nel mondo delle competizioni. Serve un attento studio di adattamento al modello stradale delle applicazioni nate per la MotoGP e la Superbike, reso possibile dalla forte integrazione del reparto Corse all’interno dell’azienda. In Ducati il confronto tra mondo produttivo e mondo racing è all’ordine del giorno. La nuova Panigale V4 con il suo un motore direttamente derivato da quello MotoGP è l’emblema di questo approccio. Questa è una delle parti più belle del mio lavoro: sapere che lavori a un prodotto che sarà fonte di godimento puro per chi salirà in sella, che si tratti di un pilota o di un motociclista.
Qual è la filosofia che ispira chi lavora in Ducati? Avete un motto in cui vi riconoscete?
“Never give up!” è il motto che accomuna tutti quelli che lavorano qui in Ducati. Per noi significa non accontentarsi mai, condividere una grande passione, tanto impegno e la voglia di fare davvero la differenza. Sempre.
Qualche aneddoto che appartiene al tuo percorso?
Beh, nonostante i tanti anni passati sui libri, mi è sempre piaciuto sporcarmi le mani. Mentre studiavo ingegneria ho fatto esperienza in una piccola autofficina a Cremona, la mia città, ed è stato davvero importante perché ho imparato sul campo le basi della meccanica motoristica. Ricordo il giorno in cui mi sono guadagnata una mancia da parte di un signore anziano per un semplice cambio olio alla sua Fiat 500 (ride)…