Just Monster.
Just Michael. Just fun.

Sono i nuovi protagonisti di due capitoli tra i più rappresentativi della storia di Ducati. Entrambi in pista spingono forte, e quando lo fanno insieme si divertono ancora di più.

Michael, benvenuto sul Ducati Redline Magazine, non vedevamo l’ora di averti qui! Tra te e il nuovo Monster sembra sia stato amore a prima vista. Cos’è che ti ha colpito di più di questa moto?

M- È proprio così, la moto mi piace tantissimo! Sicuramente la cosa che mi colpito di più è la sua estetica. Mi è bastato vederla ai box in lontananza per apprezzare le sue linee sportive. Poi, man mano che mi avvicinavo e riuscivo a scorgere tutti i suoi dettagli, il Monster mi rivelava tutta la sua personalità. Anche se il più giovane tra i due sono io, so bene cosa rappresenti questa moto per tutti gli appassionati Ducati e non solo. Ecco, aver avuto la possibilità di vederla in anteprima, nel mio ambiente preferito, il box di un circuito, è stato molto emozionante. Per non parlare poi della possibilità di provarla in pista!

Esatto, raccontaci di quando sei salito in sella? Che sensazioni hai provato guidandolo sul circuito?

M- Sensazioni a dir poco sorprendenti! Ti dico solo che era passato poco tempo da quando avevo smesso di girare con la Superbike. Ora, non che non abbia notato differenze, ci mancherebbe, però non mi aspettavo proprio quel tipo di prestazioni. Invece il Monster mi ha colpito non solo per l’estetica, ma anche per le sue performance. Nonostante sia una moto stradale mi ha permesso di spingere e di andare forte. Il motore ha un’erogazione sempre piena, ma comunque facile da gestire. Anche il cambio è precisissimo, le cambiate sono sempre molto pulite. E poi il nuovo telaio, fatto sullo stile di quello della Panigale V4. La moto è leggera, agile, ma ti trasmette sempre una sensazione di forte stabilità, anche in frenata.
Sì, è una moto davvero divertente, la consiglio a chiunque abbia voglia di passare dei bei momenti in pista, sia che voglia semplicemente divertirsi, sia che voglia testarsi su un circuito e provare a spingersi un po’ più in là.

La leggerezza è essenziale

Nel Monster non c’è niente di superfluo. Tutta la moto è disegnata per esaltare la personalità di chi la guida. Tu sul circuito che tipo sei?

A me piace guidare in modo fluido, preciso. Non amo gli strappi, prediligo la scorrevolezza e nel Monster ho trovato esattamente queste caratteristiche. Mi sono sentito a mio agio appena sono salito in sella. La moto è compatta, la seduta è comoda e molto agevole. Quando guidi poi ti fa sentire un tutt’uno con la moto. La posizione è ottimale anche quando vuoi spingere. Non stanca i polsi, anzi, ti permette di essere molto incisivo anche sui cambi di direzione.

E quando sei ai box, invece? Come ti defineresti?

Sono un pilota molto sanguigno. Forse a volte tendo un po’ troppo a seguire l’istinto, ma negli anni ho lavorato molto per fare di questa mia caratteristica un punto di forza. Nel nostro lavoro capita che a volte qualcosa non vada per il verso giusto. In questi momenti magari tendo ad agitarmi, è normale, ma cerco sempre di restare positivo per capire a fondo i problemi e superarli insieme a tutto il team.

È tutta una questione di istinto e di mentalità

Qual è il tuo punto forte, quello su cui fai affidamento quando il gioco si fa duro?

Credo che per un pilota il punto di forza debba essere sempre la testa. È lei che ti permette di fare la differenza. Se non si cerca di migliorare sempre sotto questo aspetto è difficile, se non impossibile, competere in un campionato come la Superbike, dove ogni volta hai a che fare con dei veri campioni. L’unica cosa è che allenare la testa non è semplice. Bisogna lavorarci molto, in modo costante. E cercare di imparare il più possibile da ogni gara disputata. Soprattutto da quelle andate male.

Allora l’ultima stagione non è che possa aiutarti molto, sotto questo punto di vista.

Sì, è vero, la stagione 2020 è andata oltre le aspettative. Fino a un certo punto, però. Il feeling con il team e con la Panigale V4 R è stato ottimo sin dalle prime prove. Ho capito subito che potevo togliermi delle soddisfazioni, perché quando si è sereni sulla moto è più facile arrivare a ottimi risultati. 

In pista come una cosa sola

Il nuovo Monster è puro divertimento. I tifosi Ducati sperano di divertirsi molto insieme a te e a Scott Redding nel prossimo campionato Superbike. Hai un messaggio per loro?

Anche io lo spero molto! Sono nato Ducatista, e per me guidare con questi colori è un sogno che diventa realtà. Ciononostante, considero il mio arrivo nel team Ducati un punto di partenza, non un traguardo. Ai nostri tifosi chiedo di supportarci durante tutto l’anno, come solo i Ducatisti sono capaci di fare. Anche in una situazione come quella che stiamo attraversando, noi piloti riusciamo sempre a sentire il calore dei tifosi e quindi è fondamentale che siano presenti. Quindi il mio messaggio per loro è di credere in noi, anche perché sono convinto che quest’anno possiamo fare bene. Non dico quanto perché sono uno a cui non piace parlare dei propri obiettivi. Preferisco raggiungerli. 

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