È stato quello il momento decisivo?
Lì ho capito che ce la potevamo fare. Nel weekend avevamo faticato tanto, partivo quinto. Ritrovarmi davanti e andare a vincere la gara mi ha dato una bella spinta.
Al punto da completare la rimonta più incredibile nella storia della MotoGP. Cosa ha reso possibile questa impresa?
Non abbiamo mollato mai. A inizio anno la moto non funzionava come ci aspettavamo e ci siamo ritrovati a -91. Avremmo potuto darla persa ma io volevo tutto tranne che un altro secondo posto. Ci siamo messi lì, abbiamo lavorato veramente bene e nella seconda parte siamo stati spaventosi. Io non ho mai smesso di crederci, e vincere dalle difficoltà, all’ultima gara della stagione, è stato ancora più bello.
I Ducatisti attendevano da tanto questa vittoria. Com’è stato festeggiare insieme a loro?
Loro mi sono sempre molto vicini. Sono incredibilmente legati al marchio, e questo a volte li porta a essere molto critici. Ma proprio per questo io mi rivedo in loro. Anch’io sono attaccatissimo a Ducati e sono il primo a essere critico nei miei confronti. Sono davvero felice di aver dato loro la gioia di questa vittoria. Le scene di festa a Borgo Panigale mi hanno fatto venire i brividi.
Ora tu e la Ducati siete gli avversari da battere. Cosa significa questo?
Correre da campione del mondo, con il numero uno sulla carena, è sicuramente diverso. Ma io non sono affatto preoccupato, anzi. A Valencia, per certi versi, mi sono tolto un bel peso dalle spalle quindi, sinceramente, non sono mai stato così carico!