L'adozione dei 4 cilindri ha garantito quelle caratteristiche di fluidità e scorrevolezza che un tale layout poteva fornire "naturalmente". Ciò ha portato ad un maggiore impegno per l'aspetto innovativo che il design di tutti i componenti poteva portare. Il V4 Granturismo raggiunge infatti nuovi punti di riferimento in termini di design e prestazioni, per dare alle nostre moto un cuore ancora più solido, regolare, fluido e performante.
“Il risultato finale è un propulsore da 1.158 cc con 170 CV di potenza. Basterebbero questi due dati, molto elevati in termini assoluti e ai vertici per questo segmento, per dare l’idea del lavoro compiuto su questo progetto. Ma questi numeri, per quanti importanti possano essere, anche per i nostri appassionati, raccontano solo una parte della storia".
In termini di processo il V4 Granturismo non è diverso dai suoi predecessori: è il risultato di un meticoloso ed inesorabile sforzo ingegneristico, eseguito partendo dal layout generale fino all'assemblaggio finale, passando per la scelta dei materiali attraverso i numerosi test effettuati durante la fase di studio.
Ma sono molte le cose che fanno di questo motore un vero e proprio pezzo unico nella storia della Ducati. La più rilevante è la scelta del sistema di distribuzione, che per la prima volta adotta le molle al posto del sistema desmodromico.
“In questo caso volevamo costruire il motore con il più ampio intervallo di manutenzione, e la distribuzione a molla era la migliore risposta tecnica a questa esigenza”.
La storia della Ducati è profondamente legata al sistema desmo così come è stato sviluppato e perfezionato dall'ingegnere Fabio Taglioni. Il suo straordinario contributo ha permesso a Ducati di ottenere grandi risultati in termini di prestazioni e di competitività, aumentando al tempo stesso le competenze e il know-how tecnico dell'azienda nel campo dei motori. Un bagaglio di competenze essenziale per poterci misurare in questa nuova sfida:
“Durante lo sviluppo del V4 Granturismo ci siamo accorti che le soluzioni messe a punto in tanti anni di applicazioni Desmo nella scelta dei materiali e delle tolleranze costruttive, se applicate alla distribuzione a molle funzionavano alla perfezione, fino a permetterci di arrivare a un risultato mai raggiunto da nessun altro prima di noi”.
Cioè fino a 60.000 km per il primo intervallo di controllo gioco valvole. Un record per il segmento, una distanza pari a una volta e mezzo la circonferenza terrestre.