All’epoca Borgo Panigale era una frazione di Bologna, circondata dalla campagna, ma ambiente ideale per la realizzazione di un impianto industriale quale era la Ducati di quel tempo; una città in miniatura, realizzata secondo i più moderni dettami del tempo, dotata di tecnologie all’avanguardia e del miglior confort per le maestranze di quel periodo. Più di 1.500 operai si insediarono presso la sede di Borgo Panigale, capaci di realizzare le più sofisticate produzioni in ambito di ottica, radiotecnica e meccanica di precisione.
Nel corso degli anni subito successivi la storia di Ducati viene segnata, come per tutte le aziende del tempo, dai cambiamenti politici e produttivi che portarono l’Italia in guerra, fino a diventare obiettivo dei bombardamenti Alleati, che nel 1944 colpiscono lo stabilimento.
È proprio dalle macerie dei bombardamenti nel dopoguerra che prende forma la nuova era di Ducati, con la riconversione al settore motoristico e l'inizio della produzione del micromotore “Cucciolo”.
Sono passati quasi novant’anni da quell’1° giugno quando la prima pietra, silenziosa testimone della storia della Ducati, rivede finalmente la luce e ritorna in superfice con il suo enorme carico di tradizione, raccontando delle profonde radici che legano l’Azienda al territorio di Borgo Panigale.
Il suo ritrovamento avviene in un momento storico importante per Ducati, attraverso il consolidamento dei successi in MotoGP e Superbike, con la realizzazione di moto stradali performanti ed emozionanti e con soluzioni tecnologiche all’avanguardia, con la consapevolezza di uno sguardo sempre rivolto al futuro.
Un futuro che si è consolidato e radicato sulla Via Emilia, nel nome di una tradizione e di un marchio diventati leggendari a Borgo Panigale, nella Motorvalley.