600 TT2

Nel 1981 la Ducati preparò uno stupefacente bicilindrico da competizione, basato sulla Pantah di serie, conosciuto semplicemente come TT2. Il telaio era leggerissimo: appena 7 chili. La forcella era una Marzocchi con foderi di magnesio, mentre la sospensione posteriore monoammortizzatore in cantilever utilizzava una singola unità Paioli. Degne di nota erano anche le ruote in lega ultraleggera Campagnolo da 18 pollici; in seguito la moto venne equipaggiata con una ruota anteriore da 16 pollici. La moto utilizzava un impianto frenante Brembo con un doppio disco da 280 mm sull’anteriore. Il motore sfiorava i limiti consentiti dai regolamenti: 597 cc. La moto, molto leggera e così compatta da essere poco adatta a piloti di alta statura, aveva una carenatura profilata e un serbatoio incastrato tra i tubi del telaio.

Nel frattempo un pilota britannico, Tony Rutter, vinceva il Tourist Trophy con una Pantah 500 SL. Ritenendo che avesse la possibilità di vincere il titolo, la Ducati gli affidò una TT2 su cui correre all’Ulster. Tony arrivò secondo, aggiudicandosi il titolo mondiale per la categoria. Alla fine della stagione Massimo Broccoli vinse il titolo italiano su una TT2. Nel 1982 la TT2 si aggiudicò il titolo italiano con Walter Cussigh, mentre Rutter conquistava ancora il campionato mondiale. Tra gli altri trionfi, la TT2 si aggiudicò una doppietta con il primo e il secondo posto all’Isola di Man. Cussigh ottenne nuovamente il titolo italiano, e nel 1984 Rutter vinse per l’ennesima volta il campionato.

Cilindrata
597 cc
Potenza massima
78 CV a 10.500 giri/min
Velocità massima
Oltre 220 km/h
Peso a secco
140 kg
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